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Arezzo, case popolari: il Comune rifà il bando e premia chi abita qui da più anni. L'assessore: "Non è discriminazione"

Alessandro Bindi
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Emergenza abitativa, al via un nuovo bando per formare la graduatoria degli aspiranti assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica in attesa di veder liberare eventuali alloggi. L’istanza per la prima volta sarà online a vantaggio della semplificazione e dell’innovazione tecnologica. L’assessore Monica Manneschi, in forza alla Lega Salvini premier, ha concretizzato un bando con una procedura snella e con regole con le quali cercherà di premiare la storicità della residenza. Come richiesto dalla legge regionale anche chi ha un solo giorno di residenza potrà fare domanda ma c’è poi una forbice da uno a quattro punti che saranno assegnati sulla base di anzianità di residenza con un massimo punteggio per chi è ad Arezzo da oltre vent’anni. “Continuiamo” spiega l’assessore Manneschi “a portare avanti la battaglia che ci vede impegnati a premiare chi è da più anni sul nostro territorio. Non si tratta di discriminare ma di veder premiati comportamenti virtuosi di chi fa più tempo vive nel nostro comune e contribuisce con il proprio lavoro alla crescita sociale ed economica”. Il bando ha infatti come requisito propedeutico sia la residenza anagrafica nel Comune o il possesso di un lavoro stabile. Richiesta la mancanza di carichi penali e l’assenza di titolarità di specifici diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione. Fondamentale l’attestazione Isee che non potrà superare i 16.500 euro. Cardine determinante nella redazione della futura graduatoria, che azzererà l’attuale e per la formazione della quale sarà quindi necessario che anche chi ha già fatto domanda proceda a compilarne una nuova per non rimanere escluso, saranno anche le condizioni di disagio sociale in cui vive il nucleo familiare richiedente, come per esempio la presenza di un disabile e di barriere architettoniche nella dimora abituale. C’è tempo fino al 18 novembre per presentare la domanda secondo la procedura online. “È richiesta la presentazione della documentazione online” spiega l’assessore Manneschi “anche se a supporto degli utenti resterà la disponibilità degli impiegati dell’ufficio integrazione e per problemi tecnici un operatore specifico che risponderà tramite il servizio WhatsApp a chi incontra difficoltà nella redazione della domanda”. La redazione di una nuova graduatoria si è resa necessaria per fotografare l’attuale stato di necessità di chi vive nel territorio e si trova in una condizione emergenziale. Dall’altra parte c’è l’analisi degli alloggi disponibili. Troppo pochi per dare risposte a tutti e per i quali continua un serrato lavoro di monitoraggio affinché siano realmente occupati da chi ne ha diritto e nel caso in cui siano invece cambiate le condizioni che hanno portato all’assegnazione vengano liberati per lasciare posto a famiglie che adesso si trovano in stato di necessità. Ancora attiva la mail [email protected] per segnalare eventuali casi di furbetti delle case popolari. “In questo particolare periodo storico” conclude Manneschi “non possiamo permetterci di lasciare un alloggio popolare a chi non ha diritto. Gli uffici monitorano quotidianamente le attestazioni Isee, incrociando dati come per esempio il pagamento delle utenze e le regolarità degli affitti per verificare che siano ancora attuali i requisiti che hanno portato all’assegnazione a una famiglia rispetto ad altre che attendono. La necessità è che gli alloggi popolari siano utilizzati da inquilini virtuosi e aventi diritto”.