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Morto con l'amico durante escursione sul Corno Grande del Gran Sasso: Sansepolcro piange Marco Paccosi

Davide Gambacci
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Tragedia della montagna sul Corno Grande del Gran Sasso. Hanno perso la vita due esperti alpinisti e i loro corpi sono stati ritrovati ieri mattina all’estremità di un canalone: si tratta del 43enne di Sansepolcro, nativo del fiorentino, Marco Paccosi, e l’amico di sempre Luca Iani 56enne residente a Roma seppure nato in Liguria nella città de La Spezia.

Insieme condividevano questa grande passione, con un amore profondo proprio per questo angolo d’Italia: il Gran Sasso. Paccosi viveva nel centro storico di Sansepolcro con la moglie di origine straniera e i due figli, di professione giardiniere e specializzato nella potatura di alberi con metodo ‘tree climbing’. Passione, quindi, che in qualche modo condivideva anche con il suo lavoro quotidiano: tante le foto nel suo profilo che lo ritraggono proprio nel Gran Sasso con l’amico.

I due si erano ritrovati nella provincia di Teramo sabato mattina, per l’ennesima scalata esattamente nel comune di Pietracamela, impegnati nella Via ferrata Intermesoli, quando qualcosa è andato storto. Un’arrampicata, come riportano le carte, che si sviluppa su circa 125 metri con pareti inclinate di 70-80 gradi. Al calar del sole, però, non sono rientrati a casa e il telefono cellulare era disattivato, così verso le 23 di sabato il Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese ha attivato le ricerche a seguito della chiamata effettuata dalla moglie di uno dei due alpinisti allarmata dal fatto che il marito non fosse tornato e non rispondesse al cellulare.

A quel punto la Prefettura di Teramo ha attivato il protocollo dei soccorsi in montagna e ha allertato il Soccorso Alpino e Speleologico: sono partite delle squadre di terra dalla stazione di Teramo, che hanno ritrovato le macchine dei due alpinisti in prossimità della base per Intermesoli - ai Prati di Tivo - e malgrado le forti raffiche di vento e la pioggia, hanno raggiunto la base della parete, senza però riuscire ad identificare i due escursionisti. Ieri mattina, grazie alle condizioni meteo leggermente migliori, si è alzato in volo l’elisoccorso dall’aeroporto di Preturo nel comune di L’Aquila che ha sorvolato la zona: dopo circa un’ora, in prossimità di Pizzo Intermesoli, nel canalone ‘Herron Franchetti’, sono stati trovati e identificati i corpi dei due uomini.

Tra le ipotesi al vaglio – come riporta il Soccorso Alpino e Speleologico - le mutate condizioni climatiche che potrebbero aver fatto precipitare i due alpinisti. L’altra, invece, potrebbe essere il cedimento dell’ancoraggio dove erano in sosta visto che i due sfortunati scalatori sono precipitati entrambi. Sta di fatto che per loro non c’è stato scampo dopo essere precipitati per diverse decine di metri.

Notizia che in un attimo è rimbalzata sia in Valtiberina, dove Paccosi era conosciuto per la sua particolare professione di taglio degli alberi in arrampicata, e pure nella Capitale: Luca Iani era invece un professore di Psicologia clinica, come detto nato a La Spezia, ma da anni risiedeva a Roma. Tra il 2004 e il 2008 era stato anche professore a contratto di Psicologia Clinica all’Università di Firenze e di Ricerca e Psicologia clinica all’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Due escursionisti traditi in qualche modo dalla loro grande passione. Dopo il disbrigo della parte burocratica, i corpi sono stati ricomposti all’obitorio dell’ospedale di Teramo, le salme di Marco Paccosi e Luca Iani faranno rientro nei propri territori per l’ultimo e triste saluto.