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Arezzo, Ceccarelli dopo la sconfitta: "Il Pd deve tornare ad ascoltare le fasce più deboli"

Francesca Muzzi
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Si è fermata al 30,92% la corsa di Vincenzo Ceccarelli, candidato alla Camera per il centrosinistra. Ha perso la sfida che lo vedeva opposto a Tiziana Nisini che ha vinto con il 45,33%. E adesso è il momento di capire i perché di questa battuta d’arresto: “A livello generale - dice Ceccarelli - questa campagna elettorale si è basata sulle dinamiche nazionali e quindi come si poteva presupporre, il voto ne è stata la conseguenza”. “In più il Pd ha pagato la responsabilità di avere appoggiato il governo Draghi, mentre invece, abbiamo visto che sono state premiate le forze di opposizione, come la Meloni o quelle forze politiche che hanno aperto la crisi come il Movimento 5 Stelle”. Ceccarelli prosegue: “Abbiamo pagato anche la divisione con la quale ci siamo presentati”. Una serie di elementi e situazioni: “Che ci hanno portato a questo risultato”, continua il capogruppo del Pd in Regione. Fa mea culpa il partito del segretario Letta che ha già annunciato che non si ripresenterà più come candidato al prossimo congresso di marzo e sottolinea ancora Ceccarelli: “Mi auguro che il prossimo congresso del Pd non serva solo a trovare un nome per il nuovo segretario quanto per ripartire da posizioni più concrete e soprattutto dal riappropriarsi della nostra identità, cioè quella di essere il partito riconoscibile tra le fasce più deboli della popolazione. Il Pd adesso non può fare altro che autocritica e ridiscutere il suo posizionamento. Ripeto, deve ricominciare a stare in mezzo alla gente”. Andando poi nello specifico e riguardo al confronto con Tiziana Nisini, Ceccarelli sottolinea: “Premesso che faccio i complimenti a Tiziana Nisini per il risultato, questo non è stato un confronto tra persone, quanto tra forze politiche come era presupponibile”. E prosegue ancora: “Ho accettato questa sfida per spirito di servizio - dice Ceccarelli - speravo si potesse incidere di più, anche se a livello locale non tutto è andato perduto. Se guardiamo in alcuni Comuni il Pd ha comunque tenuto”. Bucine, Castel San Niccolò, Cavriglia, Montemignaio, Ortignano Raggiolo, San Giovanni Valdarno, Figline Incisa e Reggello (i due comuni del Valdarno fiorentino facenti parte del collegio Arezzo). Una discesa del Pd, a livello provinciale cominciata già alcuni anni fa quando il centrosinistra vide sgretolarsi roccaforti comunali da sempre “rosse”. Ceccarelli insiste: “Dobbiamo tornare ad avere un profilo riconoscibile verso le fasce più deboli, senza contare che le divisioni all’interno del partito hanno aperto varchi alla destra. Auspico che il prossimo segretario del Pd sia donna”