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La Cassazione: vanno sequestrate le due cave non autorizzate del Valdarno. Inerti usati per i lavori stradali a Firenze sud

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E’ stato un errore non mettere sotto sequestro le due cave del Valdarno di Casa Corneto e Pian di Chena, dalle quali provengono materiali inerti utilizzati per i lavori in Autostrada del Sole a Firenze Sud. Lo sostiene e lo argomenta in 15 pagine la Suprema Corte di Cassazione che ha accolto in pieno il ricorso presentato dalla Procura di Arezzo. Al centro della vicenda ci sono due siti nei comuni di Montevarchi e Bucine che in base alle indagini svolte dalla polizia giudiziaria, in particolare il nucleo dei Carabinieri Forestali, risultano non autorizzati. Cave sprovviste di regolare certificazione, i cui materiali pertanto non possono essere utilizzati dalle imprese costruttrici qualificandosi, in assenza di attestazioni precise, come dei rifiuti. La Procura di Arezzo aveva messo a fuoco le accuse nei confronti dei responsabili delle due cave e aveva chiesto al gip del tribunale di Arezzo il sequestro con lo stop all’attività. Ma il giudice delle indagini preliminari è stato di parere diverso, come del resto il tribunale del Riesame nel successivo pronunciamento di febbraio. Ebbene, la Procura aretina nel ricorso in Cassazione ha portato elementi giuridici suddivisi in quattro capitoli che, interpretati dai supremi giudici, sono stati accolti. La sentenza del Presidente Luca Ramacci, Terza sezione penale, è densa di contenuti giuridici e detta la linea che dovrà essere seguita ad Arezzo adottando il sequestro preventivo. L’ordinanza del Tribunale del Riesame che negava i sigilli è stata cassata e si impone una nuova decisione dei giudici che non potrà che essere lo stop all’attività delle due cave valdarnesi.

L.S.