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Arezzo, il sindaco Ghinelli: "Firmai per Draghi ma il voto ci rafforza. Energia, priorità alle aziende o sono guai"

Luca Serafini
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A luglio il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli firmava l’appello perché Mario Draghi rimanesse premier. Ora esprime soddisfazione per la storica vittoria del centrodestra a trazione Giorgia Meloni. E lo fa con la naturalezza di chi è sì espressione di una parte, il centrodestra appunto, ma nella dimensione propria del sindaco, che in quel momento era preoccupato dalla crisi politica e temeva per gli effetti dello stop alla continuità nel governo del Paese.

Sindaco, la sua posizione fece arrabbiare Fratelli d’Italia. E le urne hanno dato un segnale chiarissimo.

“Mi pareva inopportuno, a quel momento, interrompere la legislatura. Esprimevo il timore che sciogliere le Camere in modo anticipato ci esponesse a rischi, data la complessità della situazione che stiamo vivendo. Ora devo ammettere che il risultato è stato estremamente positivo per la parte che mi sostiene. L’augurio è che si faccia in fretta e bene: i numeri ci sono tutti per guidare il Paese e forse si riuscirà a recuperare anche il tempo che abbiamo perso”.

Arezzo non esprime un parlamentare aretino. Inteso come cittadino di Arezzo o della provincia, nato o residente qui.

“Tiziana Nisini è aretina di adozione anche se abita a San Gimignano. Ha fatto tutto il primo mandato con me in giunta e dal 2018 in poi ha continuato a svolgere l’attività di assessore anche una volta eletta in Senato e con incarichi importanti: non ha mai fatto mancare la sua presenza e si è radicata nel territorio. In queste elezioni non era facile né scontato, nonostante il trend nazionale, affrontare e superare un candidato come quello schierato del centrosinistra: Vincenzo Ceccarelli. Le ho mandato un messaggio di congratulazioni dicendole: Tiziana, sei brava e la gente ti vuol bene”.

Quindi su Roma la voce di Arezzo avrà capitolo?

“Confidiamo negli eletti e il centrodestra aretino eserciterà il suo peso. Ho fatto i complimenti e augurato buon lavoro ai parlamentari espressi dagli elettori della circoscrizione di cui Arezzo fa parte. Simona Petrucci, di Fratelli d’Italia, assessore a Grosseto ed eletta in Senato, si occupa di ambiente ed ho modo di incontrarla spesso a Siena alle riunioni dell’Ato rifiuti Toscana Sud: è una figura valida, di grande valore e vicinanza ad Arezzo”.

Il dilagare di Fratelli d’Italia cambia qualcosa negli equilibri dell’amministrazione? Le scintille con la Lega, nei mesi scorsi, non sono mancate e le hanno dato anche qualche grattacapo.

“L’assetto uscito dalle elezioni amministrative del 2020 non cambia. C’è un partito in ascesa e un altro in regresso, dice il risultato delle politiche. Ma la somma del totale torna (45,33% alle politiche per la coalizione, 47% al primo turno delle ultime Comunali ndr.) e quindi non si è stravolto nulla. C’è stato un travaso all’interno: è stata premiata a livello nazionale e territoriale la politica di Giorgia Meloni. La sua linea di distinzione e di coerenza l’ha pagata. Su Arezzo poi il buon risultato penso che sia anche figlio di questa amministrazione e del suo operato. Andare a toccare qualcosa sarebbe un controsenso. Ne parleremo”.

Lucia Tanti, vice sindaco, era candidata con Noi Moderati, ma il partito degli amministratori non ha funzionato: non supera la soglia del tre per cento e non entra in Parlamento.

“Lucia Tanti esce enormemente rafforzata da questa esperienza. Non ha perso nulla della sua caratura, il risultato che ha conseguito è anzi strabiliante se si considerano i trenta giorni di tempo in cui questa formazione politica è stata messa in campo. Un movimento centrista, moderato e anche trasversale, che raccoglie molti amministratori, può avere un futuro, perché chi amministra gli enti locali, si sa, è più a contatto con il territorio e con le istanze dei cittadini”.

E’ a questa area che lei si sente più vicino?

“Io non appartengo a nessun partito, sono stato eletto da quattro forze politiche di centrodestra e dalla Lista Civica, Ora Ghinelli, movimento culturale nato nel 2015 e che ha proseguito il suo lavoro nel 2020”. 

Che autunno / inverno sarà per gli aretini?

“Complicato. I problemi sono oggettivi e davanti agli occhi di tutti. Per parte nostra, in attesa quanto prima delle azioni del nuovo governo, lavoriamo alacremente in una logica di comunità energetica: puntiamo nel sistema idrogeno e nel metano autoprodotto con il biodigestore di Aisa Impianti. Le idee ci sono e marciamo in questa direzione ma non siamo ancora pronti. Nel frattempo agiamo tutti verso il gestore del gas che ci deve garantire approvvigionamento e prezzi accessibili”. 

La priorità nell’emergenza energia?

“Io forse rischio di essere impopolare ma dico che prima di tutto occorre salvaguardare il sistema produttivo: se si ferma l’economia scattano grossi problemi a catena per tutti. Le famiglie certamente vanno aiutate e faremo la nostra parte, ma mentre in casa si possono adottare accorgimenti, ci si può arrangiare per contenere i consumi, per un’azienda è diverso e se chiude sono guai seri. Dimenticarci di questo sarebbe un grave autogol”. 

Il Comune taglierà le proprie spese energetiche?

“Certo. Mantenere questi consumi con gli attuali prezzi comporta una spesa di un milione in più, che non ci possiamo permettere. Occorre rivedere il sistema, fare economia, a partire dalla riduzione delle luci nella Città del Natale”.

L’agenda Draghi non c’è più. L’agenda Ghinelli cosa indica in questa fase del mandato?

“Lavoriamo sodo. Siamo in pista con tutte le grandi opere e pancia a terra per portarle a termine. Rotatoria di via Fiorentina, caserma della Polizia Municipale, sottopasso Baldaccio. E progetti legati al Pnrr per 34 miliardi da concretizzare”.