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Stazione Alta Velocità Medioetruria, tra le quattro ipotesi vince Rigutino secondo lo studio CityRailways

Sara Polvani
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È Rigutino il luogo migliore per realizzare la stazione di Medioetruria Alta Velocità. La scelta del sito, quello più vicino ad Arezzo dei quattro in discussione, emerge dall’elaborato tecnico presentato ieri mattina in Sala dei Grandi dal Comitato Sava e realizzato da CityRailways. Si tratta di un’analisi preliminare della migliore localizzazione. L’indicazione fa riferimento alla posizione congeniale di Rigutino per lo scambio ferro-ferro e come fulcro di un bacino di 1.700.000 utenti. Alla presentazione sono intervenuti la presidente della Provincia di Arezzo, Silvia Chiassai Martini, il presidente del Comitato Sava, Matteo Galli, ed il segretario Domenico Alberti. Tra le autorità e i rappresentanti delle istituzioni locali, il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi.

 

 

 

“Lo studio mostra una stima dei bacini di utenza delle potenziali stazioni, location della stazione Alta velocità Medioetruria”, ha spiegato il presidente del Comitato Sava, ingegnere Matteo Galli. “Questo studio è stato realizzato da un soggetto terzo, un ingegnere ferroviario di Roma, che ha oltre vent’anni di esperienza nel settore dei trasporti, Andrea Spinosa fondatore di CityRailways, ricercatore presso l'Università la Sapienza di Roma. L’approccio è metodologico scientifico, sono stati valutati gli asset viari, ferroviari, la demografia, la geografia e aspetti dei tempi di percorrenza. Questi dati sono stati rielaborati con un algoritmo ed hanno dato risultatati chiari”. E cioè una stazione alle porte di Arezzo, che ha il bacino di utenza maggiore rispetto alle altre soluzioni come quelle di Creti e di Montallese. Le quattro ipotesi di stazione, prese in esame dallo studio sono Terrarossa, Rigutino, Creti/Farneta e Tre Berte (Montallese). “Per Terrarossa e Rigutino, nonostante siano a pochi chilometri di distanza, c’è una grossa differenza e questa è dovua al fatto che una potenziale stazione a Terrarossa non potrà avere lo scambio ferro/ferro”, ha illustrato Galli. Quindi l’ipotesi è valida ma non la migliore. Una stazione alle porte di Arezzo, come appunto Rigutino permetterebbe di avere lo scambio ferro/ferro. “L’analisi della Sapienza di Roma conferma dunque lo studio regionale toscano”, sottolinea Galli. Domenico Alberti, segretario del Comitato Sava, ha voluto ringraziare il consigliere regionale Vincenzo Ceccarelli, già assessore ai Trasporti della Regione Toscana, e dedicare questa faticosa attività divulgativa all’ex sindaco di Arezzo Luigi Lucherini, testimonianza oggi ancora vivente del dialogo lungimirante e capace di realizzare scelte a servizio del superiore bene comune.

 

 

“Uno studio importante”, ha commentato la presidente della Provincia, Silvia Chiassai Martini, “che viene da un aggiornamento di uno studio passato e che secondo me sarà particolarmente utile per capire quale sia il luogo di collocazione della stazione in base alle progettualità e quindi agli aggiornamenti e all’efficienza ed efficacia di un’opera che ci auguriamo venga fatta perché dopo dieci anni che se ne parla ora è il momento storico giusto, visto che i fondi ci sono. Ma deve essere un’opera naturalmente strategica e quindi realizzata dove è più conveniente. La politica deve sostenere in questo caso un dato tecnico e deve però in tempi brevi insistere soprattutto attraverso la Regione perché il Ministero comprenda l’importanza di quest’opera, che non va soltanto a creare sviluppo nella provincia di Arezzo e in quella umbra ma va a risolvere un gap per tutto il centro Italia. Quindi è un’opera fondamentale per il nostro Paese”.
“Come sistema economico e non solo toscano, ma in collaborazione con quello umbro, tra le Camere” ha commentato il presidente della Camera di Commercio Arezzo-Siena, Massimo Guasconi, “abbiamo un’aspettativa importante sulla realizzazione dell’opera che deve diventare prioritaria ed essere messa con urgenza nelle agende delle nostre Regioni”.