Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Reddito di cittadinanza, 62enne di Arezzo lo ottiene ma riceve eredità. "Me lo tengo, ecco perché. E sono pronto a lavorare"

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

“Finalmente ho il reddito di cittadinanza. Ma non mi hanno inviato l’sms di conferma e forse ho perso il primo versamento. E al ritiro della card per riscuotere il sussidio, l’altro giorno alle Poste, sono stato trattato malissimo. Questo reddito di 780 euro al mese ora me lo tengo stretto anche se di recente ho ricevuto una consistente eredità. Sì, lo Stato è in debito con me: ho tirato avanti per tredici anni tirando la cinghia, senza poter lavorare perché avevo da accudire 24 ore su 24 mia mamma anziana e malata, ho vissuto gli ultimi tempi in povertà, non ho ricevuto i sostegni che chiedevo”. A parlare è un 62enne aretino che ci prega di mantenere il suo anonimato.

Carte alla mano, ci espone la sua storia. E sottolinea: “Ora che ho il reddito di cittadinanza non me ne starò certo sul divano: sono pronto a svolgere qualsiasi lavoro e non appena verrò chiamato, come prevede la procedura, andrò”. Ma partiamo dall’inizio. Tutto comincia 13 anni fa quando l’uomo, professionista con una buona posizione, si vede costretto a lasciare il lavoro per stare accanto alla mamma gravemente malata. Figlio unico, se ne prende cura in tutto e per tutto. “

Ho rinunciato a rimettermi sul mercato del lavoro, abbiamo fatto conto sulla pensione minima di mia madre di 400 euro e sulla reversibilità di 500, più l’accompagnamento, un migliaio di euro in tutto per campare in due con le varie spese da affrontare. L’opportunità del reddito di cittadinanza non ho potuto coglierla all’inizio perché non avrei certo potuto seguire corsi di formazione o intraprendere lavori, dovendo assistere mia mamma”. Nell’ultimo periodo di vita della signora, venuta a mancare la scorsa estate, il 62enne è riuscito a ottenere l’erogazione prevista per i caregiver ma far quadrare i conti è sempre stata dura.

“Faccio presente che mia madre aveva delle proprietà immobiliari che sono state vendute, ma tutto si è svolto seguendo le disposizioni del tribunale e dello Stato: quanto ricavato è stato investito in bot, quindi tutto bloccato, impossibile da monetizzare fino alla successione”. A luglio la madre muore e il figlio si rivolge al Caf per avviare l’istanza di reddito di cittadinanza. Ciò che conta, nell’elaborazione della domanda, è il reddito dell’ultimo biennio, dal quale emerge con evidenza la condizione patrimoniale esigua dell’aretino. Che rientra quindi appieno nei parametri e ottiene il sussidio.

A questo punto inizia una specie di odissea burocratica. “Il messaggio che deve comunicare l’attivazione della carta, per sms, non mi è mai arrivato: ho fatto i miei accertamenti all’Inps e ho saputo che era tutto a posto. Intanto però la prima mensilità forse l’ho persa”. Quindi il 62enne si reca all’ufficio postale, uno di quelli abilitati della città, per ricevere la carta. “E’ stata un’esperienza disdicevole, umiliante: ho presentato la mia carta di identità e dal personale dell’ufficio mi è stato detto, in modo poco cortese e al pubblico, che ‘questa carta è rubata, lo dice la banca dati che non sbaglia mai’. Ci sono rimasto malissimo. La carta, utilizzata da dieci anni in tutte le varie operazioni, l’avevo fatta dopo aver smarrito quella precedente, nel 2013. Regolarissima quindi. Sono andato in Questura per capire cosa fosse successo e mi hanno confermato che alla banca dati del Viminale, la mia carta d’identità risulta assolutamente a posto. C’era quini stato un equivoco. Torno alle Poste ed emerge, alla fine, che gli impiegati si erano basati su una loro vecchia e superata banca dati dove figurava la vecchia carta d’identità, con un numero simile al documento attuale. C’è stata leggerezza e un modo di porsi con il cittadino decisamente scorretto. Cose che fanno male”.

Per fortuna che quando è insorto il presunto problema del documento “rubato”, che rubato non era (e poi a chi? a se stesso?), aveva con sé la patente di guida e con questa è stato possibile il rilascio della card per il reddito di cittadinanza. Che il 62enne, nonostante l’eredità utilizzerà per i 18 mesi previsti. Anzi 17 perché uno è saltato. La nuova situazione patrimoniale, a successione avvenuta, darà un altro dato, ma il sussidio attuale non è in discussione. E il 62enne: “Mi spetta di diritto, sono pronto a tornare al lavoro. Ho votato Meloni ma sul reddito di cittadinanza sbaglia”.