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Arezzo, il caro energia colpisce anche le olive: tariffe più care. E dai frantoi: "Non si trova manodopera"

Francesca Muzzi
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La raccolta delle olive che quest’anno, dicono gli addetti ai lavori: “si prospetta buona”, non è indenne dall’aumento dell’energia elettrica. Non solo. “Mancano anche gli stagionali”, dicono ai frantoi. “Un tempo c’era la fila fuori e oggi tocca andare a cercarli”. Sono giorni frenetici dentro gli impianti aretini che si stanno preparando per la stagione che si annuncia: “Buona da noi - dice Gino Donati dell’omonimo frantoio che si trova al Bagnoro - Rispetto al resto dell’Italia dove invece è peggiore, da noi dovremmo avere un olio buono. Specie se confrontato con quello delle annate precedenti”. E il paradosso è che proprio la stagione più fertile, è anche quella più colpita dal caro energia. “Noi possiamo fare solo delle previsioni - dice Donati - rispetto a quello che sarà poi il reale consumo. Diciamo che secondo alcune stime, quest’anno il costo dell’energia sarà quadruplicato rispetto agli scorsi anni”. Una spesa che costringerà ad aumentare le tariffe di spremitura: “Forse di due o tre euro dovremo aumentarle, perché altrimenti non so come potremo rientrare nei costi”. Ma c’è un altro problema che affligge il prossimo mese della raccolta: “L’aumento del gasolio per i trattori che servono a cogliere le olive. E in più c’è anche la mancanza di manodopera”. Altro problema: “Mancano gli stagionali - sottolinea Donati - Un tempo facevano la fila per venire a lavorare, mentre adesso non si trovano. Sia per quanto riguarda i frantoi che per quello che riguarda i campi”. “Però - sottolinea ancora - questo lo potevamo prevedere e cioè di trovare meno gente disposta a lavorare, visto anche il reddito di cittadinanza, ma l’aumento delle bollette no. Non era previsto e non sarà di certo una passeggiata sia per chi raccoglie le olive che per noi che le trasformiamo in olio”.
Ci mostra invece gli incrementi di gas e luce insieme, Niccolò Peruzzi del fratoio Cacioli che si trova a Policiano. “Nel giro di due anni le bollette sono aumentate del 400 per cento. Mentre l’anno scorso del 150 per cento, anche se l’aumento dello scorso anno non fa testo, perché a causa del meteo le olive non sono state raccolte. Però questi aumenti non sono una novità, l’abbiamo già sperimentati. E’ solo che oggi sono sempre più alti. Da ieri le bollette dell’energia sono di nuovo rincarate del 60 per cento. Un balzo importante che potrebbe portare sia noi, ma anche altri frantoi, ad un aumento delle tariffe”. Anche per il frantoio Cacioli si tratta di previsioni rispetto a quello che poi sarà il mese effettivo di quando comincerà la raccolta delle olive. “Una cosa comunque è certa - dice Peruzzi - gli aumenti ci saranno comunque. Vedremo successivamente, quando la stagione sarà finita, di quantificarli”. 
Problema manodopera. “Noi ci siamo premuniti per tempo - sottolinea Peruzzi - Già dal mese di marzo stiamo cercando gli stagionali. Avremo circa venti persone, anche se un tempo arrivavano a trenta. Ma adesso con il reddito di cittadinanza è diventato tutto più difficile. Un tempo avevamo tantissime richieste, avevamo la fila fuori dal frantoio di gente che cercava lavoro o che lasciava i curricula. Oggi dobbiamo andare a cercarli”. E la mancanza di stagionali si ripercuote anche sulla raccolta: “C’è molta meno gente rispetto agli altri anni - dice Peruzzi - tanto che non è escluso che una parte delle olive potrebbero anche restare sulla pianta e non venire colte”. Meno male però che quest’anno l’annata è decisamente migliore rispetto agli anni passati: “Almeno questo è importante sia per gli agricoltori che per noi”, conclude Peruzzi.