Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Estra: c'è metano per tutti ma bollette più care del 60%. Grazzini, nel cda per Arezzo: cosa fare per famiglie e imprese

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

La notizia buona è che il metano non mancherà a nessuno. Estra ha rifornimenti a sufficienza per tutti gli utenti, che sono 820 mila, verso i quali vanno ogni anno un miliardo e 394 milioni di metri cubi di gas, oltre ad erogare 764 gigawattora annui. Il problema, enorme, è che con l’inizio del nuovo anno termico - scattato a ottobre - viene applicato il nuovo prezzo di mercato e l’aumento in bolletta previsto da Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, è del 60 per cento. Con Giovanni Grazzini, membro aretino del Cda di Estra (in rappresentanza del socio Coingas) cerchiamo di capire il delicato momento.

“Ad agosto non era scontato, ma abbiamo la disponibilità della materia prima per tutti i clienti. Questa era la nostra preoccupazione principale, per le famiglie e per le imprese: la società può disporre del gas necessario tramite Snam e borsa ingrosso Psv (punto di scambio virtuale), quest’ultimo influenzato anche dalla borsa di Amsterdam presa d’assalto dalla speculazione: le contrattazioni andavano sospese come avviene in tempi di guerra. Comunque il metano lo abbiamo, il problema sono i costi di approvvigionamento”.

Lievitati.

“Sono cresciuti dieci volte tanto rispetto al periodo pre Covid: sul mercato un anno fa il metano costava 15/20 centesimi al metro cubo poi è salito a 3,20 ed è rimasto così fino ad agosto, ora siamo poco sotto. Il ritorno al vecchio prezzo purtroppo ce lo possiamo scordare”.

Come evitare che i rincari mettano in ginocchio le famiglie?

“Per i privati ci sono delle misure messe in campo da governo, Arera ed Estra per rateizzare ovvero spalmare l’impatto economico e adottare una fatturazione mensile più bassa, che risulta comunque un palliativo. Serve un intervento strutturale e che questa fase di prezzi così alti regredisca. Da parte nostra, l’azienda non può derogare dai nuovi prezzi del metano altrimenti i conti non tornerebbero. Anche Estra è sotto sforzo per i nuovi impegni con i fornitori, fortemente onerosi”.

Per le imprese c’è da tremare. Rischio stop alla produzione altissimo.

“La chiave di volta sono le garanzie. Che, per noi e per le aziende, lo Stato dovrebbe assicurare gratis come avvenuto nel periodo Covid. E’ la leva fondamentale che consente di avere liquidità e non blocca il sistema. Intanto ci siamo attivati affinché non ci fossero disparità territoriali nella distribuzione del gas tra Prato, Siena e Arezzo: vengono applicati criteri oggettivi in base alla solvibilità delle imprese. Rimanere indietro di 200, 300 mila euro di bollette aziendali è insostenibile ed è qui che il sistema delle garanzie può intervenire, molto meglio rispetto a fideiussioni bancarie e assicurative, che sono costose e difficoltose da ottenere”.

Evitare quindi onerosi depositi cauzionali a fronte di alcuni pagamenti: di questo si tratta.

“Sì, poter giovare in questo momento straordinario, del sostegno dello Stato che garantisca per le imprese, è il tema più incisivo rispetto al price cap di cui tanto si parla. Un elemento, le garanzie attraverso Sace o Mediocredito, che darebbe tranquillità a tutta la filiera dal distributore che acquista materia prima a costi elevatissimi all’utente al quale non si può che far pagare il nuovo prezzo”.

Il Decreto aiuti ter?

“Una prima risposta data dalla politica ma con un governo in ordinaria amministrazione. Di interessante c’è il potenziamento del credito d’imposta fino al 30 per cento, per ottobre e novembre: prima era solo per i contatori da 16 e mezzo kilowatt, oggi è da 4,5 in su, quindi ci rientrano piccoli esercizi come bar, parrucchieri, negozi, insomma una platea di piccoli consumatori che magari non hanno spalle troppo larghe. Un bonus che speriamo venga confermato dal nuovo governo”.

La semestrale di Estra mostra segni di criticità?

“Non siamo una società che fa extra profitti, questo oggi accade a chi opera nel fotovoltaico. Noi compriamo e rivendiamo gas metano e non ci lucriamo. Il problema di Estra come di altri è garantire la liquidità con le oscillazioni dei prezzi e ci siamo premuniti. Il margine operativo lordo al 30 giugno 2022 è lo stesso del 30 giugno 2021, 64 milioni di euro. E chiaro che gli interessi passivi crescono: facile fare il manager quando tutto va bene, questa è una situazione eccezionale da gestire con lucidità e attenzione. Non ci sono allarmi, la situazione è monitorata e se si dovesse verificare situazione di insoluti importanti, noi ci siamo dovuti cautelare appunto con le garanzie. I dividendi ai soci e quindi ai comuni? Difficile fare previsioni ma la società ha dei vincoli di buona gestione verso banche, investitori, obbligazionisti, a gennaio 2023 pagheremo regolarmente quanto deliberato”.

Aumenti in bolletta inevitabili.

“Con il 1° ottobre, inizio del nuovo anno termico, scatta per moltissimi l’aggiornamento dei precedenti contratti, dopo che Arera, alla luce della situazione, ha tolto i vincoli e ha concesso di adattare il prezzo in modo variabile in base alla media del mese precedente”.

Era necessario in questa fase che Estra acquistasse Ecocentro per oltre 4 milioni?

“Un’operazione strategica delineata prima ancora della guerra in Ucraina. Una realtà importante che opera nel settore rifiuti, tra spazzature stradali e residui dello spiaggiamento: si ricavano inerti e altro materiale. Estra non può rinunciare allo sviluppo, alla diversificazione, al futuro, agli investimenti. C’è stata una accurata due diligence e l’operazione è oculata, studiata”.

L'amministratore di Coingas, Franco Scortecci, ha chiesto una assemblea in tempi stretti per affrontare la nuova delicata situazione. 

“L’ho caldeggiata anche io e ci sarà. Non solo per informare ma anche, di pari passo con il contatto con le associazioni di categoria, per canalizzare le richieste del territorio verso politica, verso Roma, dove le idee molti le hanno confuse. Partendo dalla mancata consapevolezza del tema garanzie”.

Nessuno parla più della Multiutility toscana. 

“Ora occorre anche capire dove va il mondo. Potrebbe essere che nei tubi, un domani passi idrogeno e non più solo metano”.