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L'Arezzo a Ghivizzano cerca la settima vittoria di fila per la storia e per la prova di forza nel campionato

Nicola Brandini
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L'Arezzo in terra lucchese, a caccia di un record storico. A caccia, semplicemente, di una vittoria (la settima) che oltre a far entrare di diritto Paolo Indiani nella storia amaranto, permetterebbe alla sua squadra di dare un’ennesima prova di forza in questo campionato.

Oggi pomeriggio alle 15 il calcio d’inizio al “Carraia” di Ghivizzano, contro i padroni di casa del Ghiviborgo ancora imbattuti in questo campionato. Indiani sa perfettamente che quella di oggi è la partita più complicata, soprattutto a causa degli infortuni che hanno colpito la rosa. Oltre a Damiani e Gaddini, che non sono nemmeno convocati, anche Castiglia e Risaliti non sono al top.

Entrambi, per motivi diversi, si sono allenati pochissimo in settimana e anche per questo Indiani è costretto a rivedere un po’ la formazione. “E’ la prima volta in stagione che ci troviamo a fare i conti con gli infortunati – spiega il mister durante la consueta conferenza pre gara – Risaliti e Castiglia non si sono praticamente mai allenati, ma il valore complessivo della rosa lo conosciamo e io ho enorme fiducia in tutti. Magari potremmo avere qualche difficoltà in più nei cambi, ma sono convinto che chi scenderà in campo farà bene”.

Ma l’Arezzo dovrà dimostrare di essere più forte anche delle assenze. E Indiani non ci gira troppo intorno. “Inseguiamo un’altra vittoria – dice senza mezzi termini – il record poi sarebbe una particolarità e certamente farebbe molto piacere, ma noi inseguiamo un’altra vittoria. Sappiamo che, come tutte le domeniche, anche questa partita sarà difficile, e forse lo sarà ancora di più visto che affronteremo una squadra ancora imbattuta e che ha fatto ottimi risultati provando sempre a giocare”.

Al “Carraia” si giocherà sul sintetico di fronte a oltre 200 tifosi amaranto al seguito. L’Arezzo dovrà cercare di sbloccare la partita il più velocemente possibile per portarla sui binari giusti. Davanti potrebbe trovare spazio Simone Bramante, anche se Indiani non si sbilancia mai troppo sulla formazione. “E’ uno dei nostri cinque attaccanti – spiega – e certo, potrebbe partire anche dall’inizio”.

Un altro che ha buone probabilità di scendere in campo dall’inizio è il jolly Lazzarini, uno dei pochissimi superstiti (insieme a Samuele Zona) della scorsa stagione. “E’ un centrocampista – spiega il mister – l’ha fatto fino all’anno scorso. Quest’anno è dovuto scalare dietro prima per necessità e poi per bravura sua ci è rimasto, ma contro il Ghiviborgo potrebbe sicuramente servirci in mezzo al campo”. Ma al di là di chi scenderà in campo, l’Arezzo ha dimostrato di avere un’identità solida.

C’è chi, come il presidente Guglielmo Manzo, lo chiama “indianismo”. “In privato non mi aveva detto niente – confessa il tecnico – ma mi ha fatto molto piacere, perché non è usuale che un presidente dopo sei giornate esternasse parole così belle nei confronti della squadra. Almeno a me non era mai successo”. Ma sei vittorie iniziali di fila non arrivano per caso. Adesso serve la settima per entrare nella storia.