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L'Arezzo si complica la vita con il Ponsacco e cade: giornata storta al Comunale

Foto:  foto Federico Roggi

Riccardo Buffetti
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L’Arezzo perde la prima partita in campionato in casa contro il Mobilieri Ponsacco: a decidere la sfida, più che la rete di Mencagli al minuto 11 del primo tempo, è stata la poca concretezza sotto porta sulle molteplici occasioni create dalla squadra. (Foto Federico Roggi)

La prima azione dell’incontro la crea l’Arezzo dopo appena cinque minuti: Lazzarini raccoglie di testa un lancio di Zona, ma Pagnini blocca senza problemi. E’ sempre Zona, molto attivo nei primi minuti, a servire un pallone delizioso per la testa di Diallo che impatta male e da pochi metri non trova la porta.

Al 13’ a passare in vantaggio è il Ponsacco: Mencagli riceve palla sulla trequarti, spostato sulla destra, vince un duello e lascia partire una conclusione morbida di destro che s’infila all’incrocio dei pali battendo Viti. Dopo oltre 525 minuti d’imbattibilità in campionato, l’Arezzo torna a subire una rete. La reazione è immediata e la squadra di Indiani avrebbe l’occasione per pareggiare l’incontro 4 minuti dopo: saltano le marcature su Diallo, dentro l’area, che viene steso da Bardini, per il direttore di gara nessun dubbio, è rigore.

Dal dischetto Pagnini intuisce la conclusione di Settembrini e neutralizza il tiro dagli undici metri al capitano. Più che la rete subita, sembra che il calcio di rigore fallito renda l’Arezzo più frenetica nei passaggi e nelle giocate, favorendo le ripartenze e le interruzioni di gioco del Ponsacco, il quale è ancora il più pericoloso delle due squadre in campo con Zaccagnini: è bravo Viti nell’occasione a distendersi e a mettere in angolo. Pattarello verso lo scadere della prima frazione di gioco prova a caricarsi la squadra sulle spalle: sullo scarico di Poggesi da centrocampo riesce a girarsi e a partire con una serpentina dalla destra che lo portano a dribblare tre avversari prima di essere atterrato nella lunetta appena fuori area.

Dagli sviluppi della punizione, però, Settembrini non riesce ad inquadrare la porta. Nella ripresa i minuti iniziali sembrano far presagire un’Arezzo diverso rispetto al finale di primo tempo, ma una clamorosa disattenzione fra Viti e Polvani porta quest’ultimo a fermare Mencagli involato a rete: calcio di punizione e rosso diretto per il centrale aretino, che lascia la propria squadra in dieci dopo quattro minuti. Raddoppio sfiorato due minuti dopo da Bellucci che, involato sulla sinistra calcia, a botta sicura dentro l’area, ma Lazzarini è nel posto giusto e sulla linea salva il risultato.

A viso aperto la squadra di Indiani rischia più volte per cercare le vie del pareggio e si porta molto alta con la linea difensiva, questo lascia in fase di disimpegno degli spazi importanti per il Ponsacco. Nei minuti finali il risultato non cambia e al triplice fischio, lo 0-1 diventa ufficiale: l’Arezzo perde la prima gara in campionato e purtroppo lo fa davanti ad oltre 2.000 spettatori che nel corso della partita – e a fine gara - non hanno mai smesso di incitare ed incoraggiare i giocatori in campo. 

AREZZO (4-3-3-): Viti, Risaliti (V.c.) (78’ Castiglia), Bianchi (60’ Convitto), Polvani, Settembrini (C.) (78’ Forte), Boubacar, Pattarello (45’ Bramante), Poggesi, Lazzarini, Diallo (60’ Damiani), Zona. A disposizione: Trombini, Bruni, Pericolini, Dema. Allenatore: Paolo Indiani

MOBILIERI PONSACCO (4-3-1-2): Pagnini, Rossi, Patronelli (68’ Franco), Fratini (V.c.), Bardini, De Vito, Zaccagnini, Marcucci (83’ Lunghi), Bellucci (62’ Baggiani), Carli (62’ Vanni), Mencagli (78’ Nieri). A disposizione: Sbrana, Lici, Regoli, Bertolini. Allenatore: Francesco Bozzi[NERO-FORM-A2]
ARBITRO: Sig. Giordano Marco di Matera; 1° Assistente Sig. Cozzuto di Formia, 2° Assistente Sig. Savino di Napoli
RETI: 11’ Mencagli (Ponsacco)
NOTE: 2.109 spettatori (1.187 paganti, 922 abbonati). 27’ ammonito Pattarello (Ar), 40’ ammonito Bardini (Pon), +3 minuti di recupero nel primo tempo; 49’ espulso Polvani (Ar); 68 ammonito Risaliti (Ar), 71’ ammonito Fratini; +7 minuti di recupero nel secondo tempo.