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Arezzo, coppia di donne sfida il Ministero: "Noi entrambe madri dei gemellini". Inseminazione artificiale, transfer e parto. Decide il tribunale

Luca Serafini
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E’ il giorno delle due donne di Anghiari che chiedono di essere riconosciute entrambe madri dei due gemellini partoriti da una ma concepiti artificialmente dall’altra. Il tribunale civile di Arezzo si occupa del loro caso. Contro la coppia si è costituito il Ministero dell’Interno retto da Matteo Piantedosi, con atto depositato il 26 ottobre. Il dicastero del Governo della premier Giorgia Meloni dice no a ciò che a rigore di legge vigente, al momento non è possibile in Italia.

La mamma, per lo Stato italiano, è solo colei che ha dato alla luce il figlio. Ma per i gemellini nati il 14 giugno all'ospedale San Donato di Arezzo sono due le donne che ne rivendicano la maternità, mentre amorevolmente ne seguono la crescita tra mille premure. A.R. è colei che ha partorito i bambini, E.H. si era precedentemente sottoposta alla inseminazione artificiale, in Spagna, con successivo trasferimento embrionale. Lei e lei, 38 e 36 anni, coppia “same sex”, hanno sancito in Comune ad Anghiari la loro unione civile il 5 giugno 2021.

Un anno dopo, il nucleo familiare composto da coniugi dello stesso genere si è arricchito con i due fiocchi azzurri. All'ufficio Anagrafe Stato Civile del comune di residenza, la loro istanza è rimbalzata sulle direttive nazionali ed è stata formalizzata come mamma solo colei che ha portato in grembo i gemelli e li ha fatti nascere. L'avvocato Ramona Borri (foto) è al fianco delle trentenni per l’inedita battaglia legale e oggi sosterrà le ragioni delle sue assistite mettendo comunque avanti l’interesse dei piccoli. Che, secondo la linea delle ricorrenti, sarebbe tutelato e valorizzato di più dalla doppia genitorialità femminile.

A decidere sulla complessa questione saranno tre giudici donne: Lucia Faltoni presidente, a latere Alessia Caprio e Cristina Colombo. E’ probabile che il pronunciamento non arrivi subito oggi ma che il collegio si riservi. In questa materia, tra forze innovatrici e conservatrici, in molti parlano di vuoto normativo a fronte delle oggettive situazioni che emergono nella società, fino a qualche tempo fa neanche immaginabili. Come l’unione civile di due donne - una che lavora in una grande azienda di erbe officinali e l’altra in una grande catena di prodotti tecnologici - che rivendicano entrambe lo status di madre. Il loro sogno di avere figli si è concretizzato con un percorso avviato fuori dall’Italia, a Barcellona, presso il FertiLab, clinica per la fertilità e la procreazione medicalmente assistita.

Lì la fecondazione artificiale eterologa praticata ad una delle due donne, poi il transfer embrionale per superare possibili problemi nella gestazione della prima donna: l'ovocita è stato trasferito in un utero più sano e sicuro. In Italia per le coppie omosessuali le pratiche di procreazione medicalmente assistita non sono permesse. Le volontà della madre “intenzionale” e di quella naturale si misurano ora con la legge. All’udienza parteciperà anche il Comune di Anghiari, con il sindaco Alessandro Polcri. Il Ministero chiede che qualora le ricorrenti perdano, spetti a loro il pagamento delle spese legali.