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Due Mari strada infinita: il punto sulla quattro corsie tra Arezzo e la Valtiberina. Progetto, appalto e finanziamento che non basta

Luca Serafini
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Mentre si parla con passione e speranza della nuova stazione Alta velocità per i treni, e mentre si auspica anche uno sviluppo dei collegamenti con gli aeroplani, langue da tempo la Due Mari. O E78, che dir si voglia. 

L’avvistamento da parte di alcuni automobilisti in zona Torrino di piezometri arancioni, strumenti per i carotaggi del progetto esecutivo, ha suscitato curiosità e ironie sull’eterna incompiuta. Giovanni Cardinali, ex ingegnere capo della Provincia di Arezzo, dall’alto della sua esperienza, conoscenza della materia, competenza, ci aiuta a capire a che punto siamo nella novella dello stento della quattro corsie tra Tirreno e Adriatico che esiste a macchia di leopardo. 

 

 

 

 

“I lotti mancanti fra Siena Sud e Grosseto sono stati appaltati (compreso l'importante intervento della galleria Casal di Pari) e secondo l'ingegner Liani (dirigente Anas ndr) si prevede il completamento entro 3-4 anni”. 

E tra la città di Arezzo e la Valtiberina?

“I lotti riguardanti la provincia di Arezzo e l'Umbria sono nella fase finale di revisione progettuale come da cronoprogramma gestito dal commissario straordinario”.

Più nel dettaglio di cosa stiamo parlando? 

“Si tratta del lotto 1 caratterizzato dal "nodo di Olmo" da San Zeno allo svincolo della Magnanina e del completamento da Palazzo del Pero all'innesto con la E45 di Selci Lama”.

Come procede questa attività tecnica di revisione?

“Il progetto revisionato (responsabile Rup l’architetto Marco Colazza dirigente Anas) rispetta l'andamento plano-altimetrico del progetto firmato come Rup dal sottoscritto e approvato in sede di Via (valutazione impatto ambientale ndr) dal Ministero dell’ambiente nel 2005 per il tratto di raddoppio da Palazzo del Pero a Bagnaia/Le Ville, e per il tratto Le Ville - Selci/Lama, progetto approvato dalla commissione interministeriale nel giugno 2010, quando fu approvato l'itinerario passante dalla Val Sovara sottopassante la collina di Citerna, accogliendo le ipotesi della Regione Toscana da me rappresentata”.

La Due Mari ha tempi da lumaca. Cosa dobbiamo attenderci?

“Il cronoprogramma prevedeva di andare in appalto per la San Zeno-innesto E45 entro la fine del 2022/primo semestre 2023. Allo stato attuale il finanziamento complessivo per andare in appalto - e con importo lavori notevolmente aumentato, causa incremento costo materiali da costruzione - non è sufficiente (si parlava di 400 milioni circa, ndr). Ma al momento non ho notizie aggiornate in merito da parte del Rup della revisione progettuale architetto Colazza anche per aggiornare il monitoraggio che preparo periodicamente per Confindustria”.

 

 

 

Mentre dunque i tecnici completano le loro carte del progetto esecutivo, l’auspicio è che la politica del territorio si attivi con il meglio delle sue rappresentanze, per reperire dal Governo i finanziamenti. Se davvero questa è ritenuta una priorità. Il cantiere per completare la Due Mari, altrimenti resterà una chimera e i piezometri arancioni oggetto di battute. Cosa sono? chiedeva su social giorni fa un aretino al popolo di Facebook. Tra le risposte: “Segnaposto per signorine” (con allusione al meretricio in zona); “Sono sottomarini russi”; “Quattro buchi, così possono dire dopo 60 anni di aver iniziato i lavori”; “Assaggi... li fecero anche 20 anni fa”. Servono infatti per esaminare il sottosuolo in previsione di opere viarie moderne e sicure che colleghino territori ancora serviti male e a singhiozzo.