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Arezzo, il falso avvocato Menarini a processo per maxi truffa a imprenditore insieme a compagna, suocera e autista

Luca Serafini
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Rinviato a giudizio il falso avvocato Menarini, accusato di truffa insieme alla compagna, alla suocera e all’autista di fiducia. Avrebbero truffato un imprenditore di Milano inducendolo “con artifizi e raggiri” a versare un milione e 400 mila euro, con l’illusione di importanti opportunità di affari. Fumo. Si spacciava per membro della nota famiglia Menarini operante nell’industria farmaceutica e avrebbe ordito con gli altri un inganno basato su presunte amicizie influenti. L’udienza per Roberto Meocci e i tre coimputati è fissata per il 16 gennaio 2023 davanti al tribunale di Arezzo in composizione collegiale e con presidente il giudice Filippo Ruggiero (foto).

Il gup Claudio Lara ha ritenuto gli elementi fin qui raccolti dalla procura meritevoli di essere approfonditi nel dibattimento. Meocci era presente all’udienza. Per le varie vicende che lo vedono protagonista di casi analoghi è sottoposto agli arresti domiciliari e alla detenzione domiciliare. Originario di Sinalunga, vive ad Arezzo e di recente è balzato ancora nelle cronache per la presunta truffa ai fratelli Alessandro e Rita Cantarelli. In quel caso la promessa era di commesse di lavoro per vestire i dipendenti di Ita, Milan, Intesa Sanpaolo. Nella vicenda che vede come vittima l’imprenditore di Milano - parte civile con l’avvocato Niki Rappuoli - i capi di imputazione ipotizzano la truffa aggravata in concorso, la sostituzione di persona, il riciclaggio e l'autoriciclaggio, oltre che l'appropriazione indebita.

La trappola nella quale l’imprenditore è presto detta: Meocci si qualificava come un Menarini, la compagna millantava importanti agganci nell’ambiente della finanza, l’autista si prestava all’inganno che sfociava in versamenti di denaro sui conti correnti, emissione di assegni, acquisto di orologi di valore, quale compenso per le intermediazioni. La consistente somma - 1.400.000 euro - sarebbe finita in un giro di trasferimenti bancari con la partecipazione della madre della compagna del finto avvocato Menarini. Il processo stabilirà gli esatti confini tra truffa ed ingenuità e dovrà fare luce sulla complessa vicenda nella quale l’imprenditore del settore impianti ambientali lamenta un gravissimo danno.