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Arezzo, bullismo: ragazzo ipovedente picchiato, uno assolto e dei due messi alla prova per uno pena estinta

Luca Serafini
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Uno dei tre ha fatto volontariato e dopo un progetto sulle mafie e il bullismo è stato “promosso” da giudice: reato estinto. Un altro invece deve proseguire il percorso perché la sua messa alla prova non ha ancora dato il risultato soddisfacente e pertanto usufruirà di una proroga: “rimandato” insomma. Mentre il terzo giovane coinvolto nella vicenda del pestaggio al ragazzo ipovedente - tra 2 e 3 settembre 2021, davanti all’Urban, zona scale mobili di Arezzo - è stato assolto “perché il fatto non sussiste”.

Non ci sono elementi per ritenere che abbia picchiato il coetaneo sferrandogli calci, come gli veniva contestato. I pugni in faccia invece ci furono, in quella notte di movida degenerata in violenza in uno dei luoghi più frequentati dalla gioventù di Arezzo il giovedì sera. E il ragazzo preso di mira, con gravi problemi di vista, riportò lesioni ad un labbro, ecchimosi e la perdita di un dente con successivi problemi alla bocca. Ma cosa era successo? Nella calca di quel posto ad altissima densità di giovani, uno del terzetto - quello poi assolto - pare avesse infilato le mani nello zainetto di un altro teen ager. Ne sarebbe nato un vivace bisticcio e sulle prime non risulta mancasse nulla all’appello.

Quindi l’intervento dell’ipovedente in generoso aiuto dell’amico, proprietario dello zainetto. Ma ecco entrare in scena gli altri due ragazzi con fare preportene e aggressivo: uno che si prende le sigarette del ragazzo con lo zaino e l’altro che gli dà manforte. Tutti e due passano alle vie di fatto con le mani addosso e i pugni all’ipovedente che cade a terra. Per fortuna in suo soccorso interviene una ragazza che si mette a gridare e ottiene lo stop. Nel caos generale ciò che segue sono le medicazioni e il referto al pronto soccorso per la vittima dell’aggressione, il racconto di quanto accaduto, le testimonianze, le indagini degli inquirenti per risalire agli autori.

Che vengono identificati e denunciati nei giorni successivi. Il procedimento penale sul caso ha riguardato tre aretini che almeno in parte risulta fossero nell’orbita della famigerata “famiglia Montana”, la baby gang sgominata successivamente, nel 2022, con presunto capo il cantante trap, accusata per uno stillicidio di episodi in città e per la quale il tribunale dei minorenni ha chiuso le indagini con richiesta di rinvio a giudizio e la procura di Arezzo, per Montana, ha fatto altrettanto. Pende la decisione della Cassazione se tenere qui o altrove il processo. Ma per tornare a quella serataccia in zona parcheggio Pietri, lo sviluppo successivo è stato questo. Il ragazzo accusato di aver partecipato al pestaggio sferrando calci, difeso dall’avvocato Gabriele Tofi, il 7 novembre è stato assolto dal gup.

Testimonianze non convincenti e referti che non corroborano l’ipotesi delle pedate. Gli altri due, la cui posizione era più compromessa, avevano ottenuto la “messa alla prova”, strumento che consente di evitare la condanna attraverso buone condotte, pentimento, riparazione. Il giovane difeso dagli avvocati Anna Miele e Walter Renzetti, si è impegnato seguendo il progetto di “Libera dalle mafie” di don Ciotti, si è dedicato ad attività volontaristiche e nel mondo dello sport come assistente allenatore per i piccoli calciatori. Prossimo passo: il lavoro. Tutto bene. Conto con la giustizia saldato. All’altro protagonista di quel brutto episodio occorre più tempo e il giudice glielo ha concesso. E’ assistito dall’avvocato Cristian Rosa e si trova in comunità. E il giovane aggredito? Al tribunale dei minori non esiste parte civile ma un’azione risarcitoria per il danno permanente alla masticazione è probabile che scatterà.