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Arezzo, giocatore morto a 16 anni, il calcio piange. "Mister mi gira la testa", poi la tragedia. Aveva l'idoneità

Luca Serafini
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“Mister, mi gira la testa”. Il ragazzo si è sentito male durante gli allenamenti. Si è fermato. Sembrava un disturbo passeggero. Invece è morto all’ospedale San Donato di Arezzo dove era arrivato in ambulanza. Vigile ma sofferente. Aveva solo 16 anni Oussama Mouhssine, potrebbe essere il figlio, il fratello, l’amico di tutti e la sua fine è difficile da mandare giù. Per la famiglia e il suo club. Un malore micidiale, fulminante. Verso le 18.30 di giovedì lo hanno visto accasciarsi nel campo di Laterina durante gli allenamenti della Juniores dell’Arno Castiglioni Laterina. L’allenatore e le persone presenti lo hanno aiutato con le prime manovre di rianimazione, mentre arrivava l’ambulanza dalla vicina Montalto. Si era ripreso, il ragazzo, o così sembrava: cosciente, parlava. Anche se era in difficoltà. E l’elettrocardiogramma ha rivelato subito che la situazione era davvero seria. Poi la situazione è precipitata: il cuore di Oussama Mouhssine si è fermato verso le 21 all’ospedale di Arezzo. Un decesso naturale, fulminante.

Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Marco Dioni, ha acquisito le informative dai carabinieri e oggi deciderà il da farsi. Certe risposte può darle soltanto l’autopsia. Intanto la morte improvvisa del giocatore ha sconvolto il mister, Giovanni Guerrini, ex della Fiorentina, i compagni di squadra che con lui preparavano la partita di domani. Ammutoliti e nel dolore i dirigenti a partire dal presidente gialloblù, Mario Margiacchi e con lui gli altri collaboratori come Argante Franci, il segretario Mauro Barbagli, il responsabile del vivaio Pancioni. La società ha interrotto tutte le attività a partire dalla prima squadra che milita in Seconda Categoria e domani avrebbe dovuto giocare contro l’Atletico Levane Leona. Il 16enne giocava come centrocampista ed era tesserato da un anno, proveniente proprio dal Levane. Aveva regolarmente sostenuto le visite mediche ed aveva il certificato di idoneità per l’attività sportiva agonistica rilasciato a ottobre. Nessuna avvisaglia, nessun disturbo, nessun segno premonitore.

Ma questo, si sa, non mette mai al riparo dall’imponderabile e imprevedibile, da quei malori istantanei che non danno scampo: acuti, rapidi, incontrastabili. La situazione sarà esaminata con precisione in Procura. La salma del ragazzo intanto è all’obitorio del San Donato. L’altra sera quando il giovane si è sentito male, i responsabili della società dilettantistica che copre i territori valdarnesi tra Castiglion Fibocchi e Laterina - Pergine Valdarno, hanno subito informato la famiglia, originaria del Marocco e da molti anni residente a Levanella nel comune di Montevarchi. Il padre del sedicenne è corso ad Arezzo ed è immaginabile con quale stato d’animo. Aveva saputo che il figlio si era sentito male e che era una cosa seria ma sapeva che era stato caricato in ambulanza vivo, cosciente, e quindo tutto poteva risolversi solo con un brutto spavento. Invece no.

Alle 21.20 con un messaggio ha comunicato che il suo figliolo era morto nonostante il prodigarsi dei sanitari. Studiava all’Isis di San Giovanni Valdarno. Il tam tam tra gli amici è iniziato subito con ricordi, lacrime, incredulità. La società dell’Arno Castiglioni Laterina in un post su Facebook lo piange: “Non ci sono parole adatte a descrivere il nostro dolore. Siamo e saremo vicini alla famiglia del nostro Giocatore, una giovane vita stroncata troppo presto lasciando affranti la Società, il Mister e i Compagni. Ringraziamo la Federazione e le tante Società che in questo momento hanno espresso la loro vicinanza a noi e alla Famiglia”. Molti club hanno esternato pubblicamente dolore.

Il sindaco di Pergine Laterina, Simona Neri, ha scritto: “Siamo vicini ed esprimiamo le nostre più sincere condoglianze alla famiglia, alla Società Arno Castiglioni Laterina, a tutti i giovani calciatori per la perdita improvvisa del loro caro compagno. Si è consumata nel nostro Stadio una tragedia che ha scosso tutta la comunità: quando viene a mancare un figlio, un ragazzo, uno sportivo appassionato, si rimane impotenti ed increduli. L’Amministrazione abbraccia forte i familiari e tutti i giovani amici del nostro calciatore volato in cielo troppo presto”. Il calcio aretino è listato a lutto. Su tutti i campi domani sarà una domenica triste.