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Arezzo: assalto in villa, famiglia sotto sequestro e rapina in azienda. Gli orafi aretini: "Aumentare la sicurezza"

Marco Antonucci
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"Siamo sotto choc. Per la prima volta c’è stato anche un sequestro di persona. Non siamo più sicuri neanche a casa”. Mauro Benvenuto è il presidente della Consulta orafa aretina. Il giorno dopo l’assalto in villa e la rapina ai danni della famiglia Cianchi che da anni guida la Diamond Import, esprime tutta la preoccupazione di un comparto, quello orafo, che torna a sentirsi nel mirino delle bande criminali. Poco meno di un mese fa il tentato raid, con tanto di auto messe di traverso per bloccare la strada, alla Top Gold di Castelluccio. Adesso il drammatico blitz alla Diamond. Due ore di terrore vissute da una famiglia sotto la minaccia di una banda di malviventi che ha anche sequestrato una donna per farsi aprire le casseforti dell’azienda. La caccia ai rapinatori è aperta, serrate sono le indagini delle forze di polizia alla ricerca di elementi utili a risalire a quel commando di almeno sei persone che, nel pomeriggio di domenica, ha agito tra Ruscello e via Marco Perennio. Paura, sgomento e forse anche rabbia. Sono sicuramente più d’uno i sentimenti e gli stati d’animo che attraversano gli addetti ai lavori. La famiglia Cianchi è molto conosciuta e stimata. La loro attività ha festeggiato quarant’anni nel 2017. Quando nella notte hanno iniziato a circolare le prime notizie, grande è stato lo sconcerto e la preoccupazione per la dinamica di un assalto particolarmente violento. “Tutta la mia solidarietà e il mio affetto alla famiglia Cianchi colpita da una violenza inaudita. Sono persone meravigliose, eccezionali”. “Il mondo orafo è sotto choc” sottolinea Mauro Benvenuto, che oltre a guidare la Consulta, è presidente degli orafi di Cna Arezzo e della Toscana. “Per la prima volta c’è stato anche un sequestro di persona. Non siamo più sicuri da nessuna parte, neanche a casa. Quanto avvenuto è di una gravità enorme. Abbiamo bisogno di essere più tutelati”. Benvenuto ha già in mente i prossimi passi da fare: “Chiederemo a Prefettura e Questura di adottare delle misure per aumentare il livello di sicurezza. Il loro impegno è già ai massimi livelli, ma è evidente, dopo quanto avvenuto, che serve qualcosa in più”. Non sono più le aziende orafe ad essere prese di mira. “Adesso” puntualizza ancora il presidente della Consulta, “ci sentiamo minacciati personalmente, ci sentiamo sotto attacco”.