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A Montemignaio è salva la produzione di alberi di Natale. Almeno per quest'anno

Francesca Muzzi
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“Gli alberi di Natale sono salvi, almeno per quest’anno”. Marco Roselli di Coldiretti fa tirare un sospiro di sollievo, ad un mese dalle festività, agli amanti dell’albero di Natale. Ma questo non significa che la produzione sarà salva anche per i prossimi anni. La siccità estiva ha colpito duro anche in Casentino - vallata per eccellenza per la produzione degli alberi di Natale. “Si pensi - sottolinea Roselli - che le superfici interessate sono di circa 300 ettari e considerando che la quota annualmente commercializzata ammonta a 1/6 (ciclo di 6 anni a seconda della specie) abbiamo che a ogni Natale partono dal Casentino circa 500.000 mila piante”. 
Ma appunto per la produzione a ciclo di sei anni, quella di quest’anno può dirsi salva, anche se ancora nella vallata si fa la stima dei danni: “I danni alla produzione sono stati valutati fin dal mese di luglio quando le piante di nuovo trapianto (autunno 2021 e marzo 2022) e quelle fino a 2-3 anni sono state disseccate quasi totalmente. Si tratta di almeno 100.000 piante le quali considerando un costo di acquisto e trasporto di 3 euro cadauna ammontano a 300.000 euro di danno per le sole piantine. Considerando la manodopera, la lavorazione del terreno e la fertilizzazione l’ammontare del danno è circa il doppio (400.000).
Per le piante più grandi la stima dei danni è ancora in corso in quanto i soggetti da 4 a 5 anni, soprattutto nelle zone più aride, stanno continuando a seccarsi (anche se a settembre sembravano verdi!). E’ probabile che a fine stima, tra lavorazioni del terreno, manodopera e mancati redditi si arrivi a 1.000.000 di euro”. 
Però in questo momento le aziende produttrici di alberi di Natale, stanno rifornendo i vari vivai. Come spiega Elena Bertini, dell’azienda agricola omonima: “Siamo contenti, perché siamo riusciti ad evadere gli ordini - dice - Rispetto allo scorso anno, qualcosa nella produzione è calato. Però, quando manca un mese a Natale, diciamo che siamo abbastanza ottimisti”. Dal Casentino, o meglio dall’azienda Bertini, sono partiti abeti per tutta la Toscana e la Liguria, ma quanti quest’anno compreranno l’albero? “E’ difficile ora come ora fare una stima - risponde Elena Bertini - La possiamo fare dopo Natale. Diciamo che un po’ di paura c’è per quanto riguarda il periodo che stiamo passando. La gente rinuncia all’essenziale, potrebbe rinunciare anche all’albero. Ma ora come ora non possiamo fare una stima”. Ma come preservare al meglio l’albero di Natale, una volta entrato nelle case? “Gli abeti ornamentali soffrono gli ambienti caldi come quelli degli appartamenti. Al fine di un corretto mantenimento sarebbe adeguato sistemarli in un vaso capiente; tenerli lontani da fonti di calore; annaffiarli regolarmente e, perché no, aggiungere del ghiaccio al fine di raffrescarne le radici. E’ anche opportuno non caricare eccessivamente l’albero di addobbi e luminarie”. E dopo Natale informarsi su chi può riciclare l’abete senza buttarlo via come un qualsiasi rifiuto.