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Arezzo, politica: si riapre la sfida per la presidenza della Provincia. Centrodestra per Chiassai ma civici, delusi e Pd su Polcri

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Chiassai Martini e Polcri lanciati nello sprint finale. La sfida per la presidenza della Provincia di Arezzo non appassiona certo gli aretini come le battaglie ciclistiche tra Saronni e Moser ma per i partiti politici e gli amministratori comunali è questo il tema del momento. Al punto che nel bel mezzo della domenica di insediamento del nuovo vescovo, alle 15.30, il centrodestra ufficializzerà il nome di Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi, per il secondo mandato. Che sulla sua strada potrebbe incontrare il sindaco di Anghiari, il civico Alessandro Polcri, che continua a pedalare verso la Provincia nonostante la scelta della coalizione, suggellata nei giorni scorsi dagli incontri di area e tra amministratori.

La linea ortodossa del centrodestra - Chiassai Martini bis - pur supportata dal doppio delle firme necessarie e blindata dal patto dell’alleanza, non dà per scontata una vittoria a mani basse. Infatti domani mattina la sindaca valdarnese potrebbe trovare nero su bianco il nome dello sfidante per il voto del 18 dicembre. Il lunedì 28 novembre è l’ultimo giorno utile per le candidature e intorno ad Alessandro Polcri può coagularsi un fronte eterogeneo composto da espressioni civiche (in primis Scelgo Arezzo dell’ex onorevole Marco Donati) consiglieri non partitizzati delle vallate, possibili franchi tiratori del centrodestra e ampi pezzi del centrosinistra. Il Pd calerà le sue carte domani ma c’è chi giura che il sostegno a Polcri è garantito. Vedremo.

Dunque il clima è frizzante e i due sindaci che per gioco si presentarono alla partenza della ciclostorica l’Intrepida di Anghiari, lo scorso 16 ottobre, stavolta si contendono il rush finale per la corsa alla presidenza di un ente, la Provincia, che conserva valore e competenze e sembra in rampa di ulteriore rilancio. Polcri aveva interpretato la voglia di rotazione tra le vallate, diffusa in più settori, rivendicando il ruolo alla Valtiberina dopo il Valdarno. Pareva che godesse della sponda dei civici del capoluogo, poi Ghinelli si è schierato con Chiassai Martini, e oggi saranno assieme in Sala Rosa con sindaci e consiglieri comunali del centrodestra, poi diretti in Duomo per il saluto al vescovo Andrea Migliavacca.

Clima politico frizzante. Il voto del 18 dicembre, ricordiamolo, riguarda solo i consiglieri dei municipi e, come si dice, è ponderato: calcolato in rapporto alle dimensioni del comune. La sindaca di Montevarchi parte in vantaggio ma c’è da fare i conti con alcuni amministratori delusi verso l’attuale presidenza, che può tradursi in una posizione negativa, nonostante le 185 firme raccolte che, con Polcri in campo, potrebbero non tradursi tutte in voti. L’altra volta Chiassai poté contare su un’area di consenso del 51,5 per cento. Va aggiunto Monte San Savino, passato al centrodestra, ma tolto Anghiari. Si resta lì. Ma stavolta molti civici che un anno fa hanno votato consiglieri provinciali di area Chiassai, ora voteranno Polcri. Ci sta tutto.

LA NOTA DEL PD

“Provincia casa dei Comuni o casa Chiassai?”. Lo chiede, provocatoriamente, il Pd della provincia di Arezzo. “Nei quattro anni di legislatura dell'amministrazione provinciale, la presidente Silvia Chiassai ha trasformato l'ente in un ente “personale” e non nella casa di tutti i comuni del territorio” si legge in una nota del partito guidato a livello provinciale da Francesco Ruscelli.

“Questo fatto è dimostrato in maniera evidente dalla scelta effettuata dalla Chiassai di indicare la data per il rinnovo della carica di presidente della provincia il 18 dicembre. Scegliendo questo giorno, Chiassai ha volutamente escluso la possibilità per 26 sindaci e sindache del territorio in scadenza nel 2024 di ogni parte politica di potersi candidare alla carica di presidente della Provincia poiché la legge non consente le candidature di sindaci che hanno meno di 18 mesi dalla scadenza del mandato”. Tra i tagliati fuori ci sono, ad esempio, Mario Agnelli di Castiglion Fiorentino, Filippo Vagnoli di Bibbiena ma anche Roberta Casini di Lucignano.

“Se la data di convocazione delle elezioni fosse stata antecedente di qualche giorno - e la presidente Chiassai ne aveva la possibilità - non sarebbe stato così. Un fatto inaudito che non ha precedenti. Forse la Chiassai era preoccupata di possibili concorrenti in entrambi gli schieramenti?” si domanda il Pd. “A causa di questa scelta il centro sinistra ha visto restringere a soli due rappresentanti - il sindaco indipendente di Civitella in Val di Chiana (Andrea Tavarnesi ndr) ed il sindaco di Montemignaio (Roberto Pertichini ndr) - le possibilità di candidatura a presidente. Entrambi, nonostante la pressante richiesta di messa disposizione fatta dal Pd hanno, con nostro rammarico, declinato”. Quindi? Sull’appoggio a Polcri nessun riferimento. “Il Coordinamento territoriale Pd auspica una profonda modifica di una legge sbagliata - seppur promossa da un nostro ex ministro - che consenta all'ente di tornare espressione diretta dei cittadini”.

Lu.Se.