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Arezzo senza lampioni per il caro bolletta: "Caduta per colpa del buio, mi sono rotta una gamba. Chiedo risarcimento"

Francesca Muzzi
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E’ caduta sul marciapiede che ogni mattina percorre per portare a spasso il cane. “Pensavo di conoscerlo a memoria, centimetro dopo centimetro quel marciapiede e invece per colpa del buio mi sono ritrovata per terra, con una gamba rotta e ingessata fino al 2 di gennaio”. Ilaria Caremani è, per così dire, la prima “vittima” della città al buio per risparmiare sul caro bolletta. E’ successo venerdì mattina intorno alle 6.20 quando “ancora non si vede assolutamente niente” ed è stata soccorsa da un’ambulanza che l’ha trasportata al San Donato. Ilaria, non può fare a meno di uscire a quell’ora. “Ho un cane, lo devo portare fuori e poi devo andare al lavoro – racconta – Tutto bene fino a quando il Comune non ha deciso di lasciarci al buio nelle prime ore della giornata”. Lo stesso succede anche dopo il tramonto. “Abito in via Cimabue - continua a raccontare Ilaria - e, come ogni mattina, ho preso il cane e sono andata fuori. Da giorni mi sono dotata di una torcia che mi metto al collo per farmi vedere e per vedere”. Sono circa le 6.20 e Ilaria percorre via Cimabue: “Stavo camminando lungo quel marciapiede che credevo di conoscerne ogni centimetro e invece alla fine di questo sono inciampata nel bordo laterale e sono caduta per terra”. Ilaria è riuscita comunque a chiamare i soccorsi e un’ambulanza della Croce Bianca l’ha portata al San Donato. “Mentre stavo aspettando – racconta – ho chiamato il Comune e ho parlato con la segretaria del sindaco, persona molto gentile, alla quale ho raccontato quello che mi era successo. In tanti mi hanno detto di mettere un avvocato, fare una denuncia, ma io preferisco di no”. Ilaria non vuole “vendetta” nei confronti di chi ha preso questa decisione, ma “considerato che dovrò rimanere ingessata e chiusa in casa per un mese, vorrei che almeno il Comune mi pagasse le spese vive per fare, successivamente, la riabilitazione e la fisioterapia. Solo questo, una specie di risarcimento”. E Ilaria lo chiede dopo essersi informata. “Oggi il Comune mi dovrebbe dire se questa cosa è possibile. Ripeto, non voglio mettere avvocati come qualcuno mi ha consigliato, ma vorrei solo che ciò che è successo a me non succedesse ad altri”. “E’ una situazione incredibile. Andare fuori la mattina presto che sia per portare il cane o andare al lavoro, è diventato pericoloso, anche perché al buio, io che sono donna, non so su chi mi posso imbattere. Possibile che non ci sia un’alternativa? Possibile che non si possano tenere accesi un lampione sì e uno no? Lo dico anche per la nostra sicurezza”. Il Comune ha rivisto in questi ultimi giorni gli orari di accensione e spegnimento. I lampioni verranno accesi 20 minuti dopo il tramonto, guadagnandone 40 di luce. Resta invece uguale lo spegnimento anticipato della mattina e quello dei parchi pubblici di notte. Ma basterà per evitare incidenti come quello di Ilaria?