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Arezzo, madre genetica dei gemelli non riconosciuta dallo Stato fa ricorso per adozione in casi particolari

Luca Serafini
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E' madre genetica di due gemelli, nati dai suoi ovociti fecondati in vitro e trasferiti nell'utero della compagna, ma lo Stato non la riconosce come tale. Quindi ha deciso di proseguire la sua battaglia depositando il ricorso per l'adozione in casi particolari, al tribunale dei minori di Firenze. Dopo il no dei giudici di Arezzo, nuova iniziativa in attesa che il vuoto legislativo in materia venga colmato. La donna, di Anghiari, si è unita civilmente con la compagna e si è sottoposta con lei, in Spagna, a fecondazione artificiale con successivo transfer embrionale.

A giugno 2022 sono nati i due gemelli per i quali l'Ufficio di stato civile del comune di Anghiari, in linea con la legge italiana, ha negato il doppio cognome. A vuoto l'istanza di rettifica proposta al tribunale di Arezzo, ora l'avvocato Ramona Borri (nella foto) porta la questione a Firenze attraverso domanda di adozione. La coppia aveva anche inviato lettere al presidente del consiglio Giorgia Meloni, ai presidenti di Camera e Senato, chiedendo un'azione legislativa per sanare criticità che si creano in questo delicato ambito. 

 “Alla madre biologica dei piccoli - dice l’avvocato Borri - non resta altro, purtroppo, che adire il Tribunale dei Minori al fine di adottare quelli che già nella sostanza sono i propri figli. La particolarità della vicenda, non passa inosservata. La mia assistita è madre genetica dei piccoli avendo ella donato gli ovociti che, a seguito di fecondazione, hanno consentito la procreazione. Ad oggi, tuttavia, il presente ricorso costituisce l’unico rimedio utile affinché la stessa possa anche formalmente essere considerata a tutti gli effetti di legge, madre dei propri bambini, risultando ad oggi in tale posizione unicamente la partoriente. Nonostante il proprio stato di madre genetica la ricorrente è priva di posizione/stato giuridico nei confronti di figli. E i figli sono privi di uno dei due genitori, paradossalmente quello senza il quale non sarebbero potuti nascere”.

(servizio completo sul Corriere di Arezzo cartaceo in edicola dell'11 gennaio 2023)