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Arezzo, morta nell'incidente: automobilista patteggia. La mamma della 19enne: "Ingiustizia, analisi su alcol e sostanze non considerate"

Luca Serafini
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“Mia figlia Wiktoria aveva 19 anni, frequentava il Liceo Classico ad Arezzo e il suo sogno era diventare giudice. Invece è morta per quel maledetto incidente stradale e non ha avuto giustizia”. La signora Ewa ha un vuoto incolmabile dentro. E tanta amarezza: ha saputo che il conducente dell’auto finita fuori strada l’1 agosto 2021 a Spoiano (Civitella in Val di Chiana), la Mercedes classe A sulla quale viaggiava la sua Wiktoria, ha patteggiato la pena a due anni di reclusione. Il minimo.

 

 

 

Troppo poco, secondo la donna. Il giovane era accusato di omicidio stradale per la condotta di guida non conforme al codice per la velocità oltre i 50 km all’ora previsti in quel tratto. Ma nel capo d’imputazione, ecco il motivo del disappunto, non c’era alcun riferimento alle condizioni psicofisiche dell’automobilista. “Eppure aveva bevuto ed assunto sostanze, è emerso dalle analisi fatte in ospedale, ma questo aspetto non è entrato come prova nel fascicolo” lamenta Ewa. Il motivo? Non sarebbe stata seguita dalle forze dell’ordine la corretta procedura di legge: serve infatti il consenso della persona che si sottopone a esame e la nomina di un difensore. Così, benché positivo ad alcol, cannabinoidi e cocaina, il giovane non si è visto contestare la guida in stato di alterazione per ebbrezza e droghe.

 

 

 

Un pasticcio, una lacuna nell’inchiesta, con la procura impossibilitata a rimediare. Non è la prima volta che mancano i verbali necessari, relativi alle analisi ematiche successive agli incidenti. Inutilizzabili. Altro motivo di grande rammarico: mai ritrovato il telefono cellulare che la ragazza aveva con sé.   “Nessun risarcimento potrà mai riparare al dolore" dice la donna al Corriere di Arezzo. "Per ora abbiamo ricevuto un anticipo dall’assicurazione ma quello che più conta è la giustizia. Wiktoria ci credeva tanto ed era il suo obiettivo di vita. Ma dopo questo processo, provo una grande delusione”

(articolo completo sul Corriere di Arezzo cartaceo in edicola il 12 gennaio 2023)