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Arezzo, omicidio Guerrina: familiari della donna non trovano Gratien nelle carceri per citazione danni

Padre Graziano esce dall'aula

Luca Serafini
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Padre Graziano sfugge ancora alla notifica dell’azione di risarcimento danni, promossa dalla famiglia Piscaglia.  L’ex sacerdote condannato a 25 anni di reclusione non si trova neanche nel carcere di Opera, a Milano, dove si riteneva fosse stato trasferito da Rebibbia. I familiari della donna uccisa a Cà Raffaello e il cui corpo non è stato mai trovato, proseguono così in questo assurdo inseguimento di Gratien Alabi tra gli istituti di pena italiani. Finora senza risultato.

Una specie di battaglia navale dove nelle prime due caselle c’è stata solo “acqua”. E’ indispensabile notificare ad Alabi quell’atto giudiziario per far partire la causa civile al tribunale di Arezzo contro la Chiesa e l’Ordine dei Premostratensi, insieme all’ex frate che poi è stato inibito dalle funzioni religiose dopo la condanna definitiva in Cassazione.

I Piscaglia chiedono un milione come risarcimento per la responsabilità che la congregazione e la Diocesi di Arezzo Cortona Sansepolcro avrebbero per quanto avvenuto il primo maggio 2014. L’uccisione della donna e la soppressione del cadavere dopo la relazione sentimentale tra vice parroco e parrocchiana. Che era diventata scomoda. 

L'udienza fissata davanti al giudice Pieschi per il primo marzo 2023 potrebbe quindi saltare di nuovo dopo la prima notifica a vuoto a Rebibbia e la seconda a Opera (Alabi aveva chiesto il trasferimento lì). I familiari della Piscaglia con i loro legali cercano di avere accesso ai dati del Dap (dipartimento amministrazione penitenziaria) ma finora non ci sono riusciti. E gli ex avvocati di Alabi, che hanno interrotto i rapporti con lui, non hanno notizie.

(....)

Servizio completo sul Corriere di Arezzo di venerdì 20 gennaio.