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Arezzo, morti Covid nelle case di riposo: "Nessun colpevole". Chiusa inchiesta procura su venti decessi

Luca Serafini
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Inchiesta sui morti Covid nelle Rsa archiviata dalla procura di Arezzo. Nessun colpevole per la strage di anziani nelle case di riposo, dove nella prima ondata il virus si infilava facilmente, circolava tra il personale e gli ospiti, aggrediva gli anziani che in molti casi poi morivano per insufficienza respiratoria, con una frequenza impressionante. Era la primavera del 2020.

Sì, dopo una lunga e complessa attività svolta dai carabinieri del Nas, con acquisizione di cartelle cliniche e sopralluoghi, dopo autopsie e meticolosi accertamenti della procura, il pubblico ministero Chiara Pistolesi ha chiuso le indagini con la convinzione che non ci sono figure alle quali possa essere contestato l’omicidio colposo plurimo (o le lesioni aggravate) in relazione alle Rsa di Bucine, di Montevarchi e di Pratovecchio

Fu in quelle strutture del Valdarno e del Casentino che si verificarono decessi per i quali i familiari, addolorati e contrariati, ma anche associazioni, presentarono querela. Su altri decessi si è proceduto d’iniziativa da parte della procura. In tutto venti i morti sui quali si è sviluppata l’inchiesta: uomini e donne contagiati dentro alle case di riposo, finiti in un percorso senza ritorno verso la terapia intensiva e l’obitorio. 

Dall'inchiesta - contro ignoti - , molto complessa e articolata con consulenza medico legale professor Marco Di Paolo, non sono emersi elementi tali per portare a processo responsabili od operatori delle strutture per "negligenze, imperizie, omissioni" che abbiano avuto un ruolo decisivo in relazione al contagio e al decesso degli ospiti. (...)

Servizio completo sul Corriere di Arezzo di martedì 24 gennaio.