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Carceri, il ministero: "Gratien Alabi è a Rebibbia". Omicidio di Guerrina e risarcimento, altra puntata

Luca Serafini
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Gratien Alabi? E’ a Rebibbia”. Nuovo colpo di scena nello strascico giudiziario che riguarda padre Graziano, la Diocesi di Arezzo Cortona Sansepolcro, i frati Premostratensi ed il Vaticano, tutti citati in tribunale dai familiari di Guerrina Piscaglia che chiedono un milione di risarcimento per la loro cara uccisa dal vice parroco di Cà Raffaello. Il Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) ha risposto ai Piscaglia comunicando che l’ex sacerdote condannato a 25 anni per omicidio e distruzione di cadavere, non si è mai mosso dal carcere di Roma dove fu rinchiuso la sera della sentenza definitiva della Cassazione, 20 febbraio 2019. Eppure mesi fa i familiari della donna scomparsa il primo maggio 2014 videro tornare indietro senza risposta la notifica della citazione in tribunale inviata ad Alabi proprio a Rebibbia.

“Non è qui”, fu risposto. La mancata consegna degli atti fece slittare l’udienza per il risarcimento e cominciò la caccia a padre Graziano nelle carceri italiane. Una seconda notifica fu effettuata su Opera, a Milano, dove Alabi, era noto, voleva trasferirsi. Ma anche nell’istituto di pena milanese la notifica non ebbe esito. Il giudice civile di Arezzo fissò una nuova data, l’1 marzo, per consentire l’adempimento formale senza il quale il processo non parte. I legali dei Piscaglia si sono rivolti al Dap, che fa capo al Ministero della Giustizia, per avere lumi su dove si trova il prete omicida. La risposta è stata spiazzante: Rebibbia. Senza perdere ulteriore tempo è stata inoltrata di nuovo la citazione e il giudice ha fissato una nuova data: il 28 marzo. (...)

Servizio completo sul Corriere di Arezzo di venerdì 3 febbraio.