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Luca Meacci a New York: "Nessuna tempesta, ma Manhattan sembrava una ghost town"

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Marco Antonucci
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Sulla Grande Mela doveva abbattersi la più grande nevicata della storia e invece, con tante scuse da parte dei metereologi a stelle e strisce, Juno è passato senza causare danni devastanti e neanche quel freddo popolare per il quale da giorni New York era in pre allerta. Una nevicata, fredda almeno quanto scenografica, ha imbiancato Manhattan e calato la Grande Mela in un clima surreale nel quale si è ritrovato in mezzo anche il nostro aretino a New York, Luca Meacci, il ristoratore partito anni fa da Pieve al Toppo con una valigia carica di sogni e ambizioni e che a Manhattan ha aperto una pizzeria e una gelateria. “I locali li ho dovuti chiudere entrambi - dice al Corriere l'imprenditore da Oltreoceano - perché con l'allerta che c'era hanno completamente chiuso tutti i mezzi di trasporto, metro compresa. Ma alla fine non è successo niente, solo una grande nevicata”. Trasporti vietati e assoluto divieto di circolare in auto. E pace alla giornata di lavoro andata. “Come successo in passato a fronte di sfortunati eventi naturali - racconta - abbiamo fatto una bella cena tra amici ed una volta appurato che non c'era nessun pericolo siamo usciti fuori ad immortalare la città che come noi aveva preso una serata di riposo”. Una meraviglia. “E' stata una sensazione particolare - commenta Meacci, che ad Arezzo, dove ha lasciato affetti e famiglia, torna appena può anche se la sua vita, ormai, è negli States - col divieto di circolazione ai trasporti pubblici e a tutti i veicoli, la città era deserta, mi ha fatto un certo effetto vedere Manhattan con le strade vuote e senza nessuno in giro. Una vera e propria ghost town”.  Sull'edizione del Corriere di Arezzo oggi (28 gennaio) in edicola l'intervista completa. Sfoglia l'edizione digitale