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Addio a Piero Comanducci il 31 luglio in Duomo. Il cordoglio della città

Sonia Fardelli
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Profondo cordoglio in città ha suscitato la morte di Piero Comanducci, storico albergatore aretino e per anni presidente di Confcommercio e dell'Ente per il Turismo. I funerali si terranno venerdì 31 luglio alle ore 15 nel Duomo di Arezzo. Tanta gente si è recata alla cappella della Misericordia per dargli un ultimo saluto. Molti i ricordi di questo straordinario personaggio aretino. A cominciare dal sindaco Alessandro Ghinelli: “Con Piero se ne va un amico, un prezioso collaboratore, una fucina costante di idee e proposte. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per l'intera comunità aretina", al presidente della Provincia Roberto Vasai: “Da presidente dell'Ente per il Turismo si era dimostrato uomo appassionato e impegnato nella valorizzazione del territorio. Con Piero Comanducci scompare un uomo che per tanti anni si è impegnato, con passione e direi con amore, alla valorizzazione della città e del territorio."  Lo ricorda anche la Confcommercio aretina, di cui Piero Comanducci è stato presidente dal 1994 al 1998. "Per noi è stato il presidente della rinascita. Ci hanno sempre legato profonda stima e affetto. Non lo dimenticheremo - sottolinea il direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni - Con Piero perdo un fratello maggiore, un amico vero, un punto di riferimento preziosissimo per la professione e per la vita personale."  "Piero univa la poesia del sognatore al piglio di uno sportivo vincente - aggiunge la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini - merito anche delle sue passioni, come quella per il rally, i documentari, la storia, che portava in tutto quello che faceva." “La sua prematura scomparsa mi addolora personalmente - dichiara Mario Checcaglini, direttore della Confesercenti di Arezzo - Piero non si è mai limitato a indicare con forza, quando è stato necessario, le esigenze degli albergatori della città, ma ha cercato ogni volta di vedere tali esigenze in una prospettiva di crescita della cultura turistica della città. La crescita di Arezzo nel panorama toscano era il suo cruccio e il suo impegno.”