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L'automobilista non aveva mai chiesto scusa per l'incidente

Sergio Casagrande
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«Italo D'Elisa, dopo aver ucciso Roberta, nell'incidente, non ha mai chiesto scusa, non ha mostrato segni di pentimento. Anzi, era strafottente con la moto. Dava fastidio al marito di Roberta. Quando lo incontrava, accelerava sotto i suoi occhi». Così, intervistato da Radio Capital il 2 febbraio 2017, l'avvocato Giovanni Cerella, già legale di parte civile per il procedimento che riguardava l'incidente in cui aveva perso la vita la donna, ora difensore di Fabio Di Lello, l'uomo che ha ucciso per vendetta D'Elisa a colpi di pistola e poi si è costituito a Vasto, nel Chietino. D'Elisa guidava l'auto che 7 mesi fa investì e uccise la moglie.