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Morte dignitosa anche per il mafioso Riina

Riccardo Regi
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Il "diritto a morire dignitosamente" va assicurato a ogni detenuto. E' il pronunciamento della Cassazione che fa riferimento al caso Riina. Per i giudici non è in discussione il suo "spessore criminale" ma va verificato se il boss possa considerarsi pericoloso  a 86 anni anche in considerazione dellle gravi condizioni di salute. Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna deciderà sulla richiesta di differimento della pena, istanza finora sempre respinta.