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Arezzo, i funerali al tempo del Coronavirus sono ancora più tristi

Luca Serafini
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I funerali al tempo del Coronavirus sono ancora più tristi. Sono scarni. Essenziali. Desolanti. Senza abbracci e strette di mano, senza il rosario recitato tutti intorno alla salma, senza funzioni religiose. Bare che restano quasi sole, nelle spartane camere ardenti. Un pugno di familiari autorizzati, visite centellinate. “Sì, sono funerali più pesanti del solito, pochi familiari del defunto possono vivere le fasi del commiato”, dicono alla Ofar. “Ci sono rigide disposizioni per le visite, poi il percorso diretto al cimitero, che è chiuso. Una ordinanza limita a dieci il numero delle persone che possono partecipare alla tumulazione, preceduta sul posto dalla benedizione”. Cancellate le messe, i sacerdoti si rendono disponibili per accompagnare i defunti nell'ultimo percorso verso la sepoltura o la cremazione. “Il nostro servizio e l'impiego di personale si limitano all'essenziale, pur con la cura e l'attenzione di sempre”, aggiungono alla Ofar parlando a nome un po' dell'intera categoria. “Tutto è più snello ed essenziale, con ovvi riflessi anche nell'aspetto dei fiori, ridimensionati rispetto al solito”. Francesco Duranti, della omonima impresa, conferma: “C'è grande imbarazzo ed è una vera sofferenza soprattutto per chi, come me, lavora essenzialmente per le esequie di persone amiche”. Duranti spiega: “Il fatto stesso di ricevere i familiari dei defunti con la mascherina e i guanti, genera una situazione di distacco e disagio. E poi in questa particolare situazione le persone che hanno perso una persona cara restano sole, con rare visite di parenti e amici. Perché la gente rimane nelle case e perché se viene deve affluire una alla volta e con tutte le distanze e le precauzioni. Il dolore, quindi, viene vissuto dalle persone senza poterlo condividere come nei momenti normali.” Alla Ifa di Tremori, di Cortona, si sottolinea come i funerali in questo periodo sono “blindati” e gli stessi operatori nello svolgere le loro mansioni utilizzano tuta, visiera, mascherina. “Anche nei manifesti funebri vengono specificate le disposizioni per regolare il flusso di eventuali persone e il modo opportuno per formulare vicinanza e condoglianze”. All'obitorio sono scattate linee guida precise. Le esequie sono vissute solo dai parenti più prossimi. Alcuni comuni evitano l'esposizione delle salme in casa. I momenti collettivi di raccoglimento per ricordare cari estinti o stringersi intorno a famiglie colpite dal lutto, sono sospesi. Rinviati a data da destinarsi. Il Covid-19 ha stravolto non solo la vita delle comunità, ma anche il rapporto con la morte. Luca Serafini