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Arezzo, Coronavirus: in novecento in bicicletta a casa aiutano gli ospedali con corsa virtuale

Luca Serafini
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In gara c'era un gruppo di quasi novecento corridori. Ognuno pedalava a casa sua. Si sono sfidati contro l'avversario di tutti: il Coronavirus. Una corsa virtuale (su Zwift) ma impegnativa, fatta di muscoli e sudore, con biciclette appoggiate su rulli e moderne tecnologie. Tutto o quasi come in una vera tappa, però tra divani e culle di bambini, quadri alle pareti, soprammobili, quotidianità domestica. Di fronte, per i più attrezzati, il monitor con le immagini della strada immaginaria, con gli altri concorrenti alle prese con il saliscendi del percorso di 60 km e 930 metri di dislivello. L'idea è partita da Arezzo, da Patrizio Paperini e Alessio Lachi, rispettivamente atleta e direttore sportivo del Team Scott Pasquini Stella Azzurra. “Si è messo in moto un meccanismo tale che in pochi giorni le adesioni si sono moltiplicate”, ci dice Lachi soddisfatto al termine della corsa, grazie alla quale è stata raccolta una somma di denaro per gli ospedali civili di Bergamo e Brescia. “Ognuno ha dato una quota di iscrizione a offerta” spiega Alessio Lachi “e la raccolta prosegue anche nei prossimi giorni”. La partenza è stata data alle 9.30 di ieri e in griglia erano tantissimi, ben oltre le previsioni. “Abbiamo conoscenze al nord, dove si sono mobilitate molte società sportive, oltre alla Scott, e le riviste specializzate Solo Bike e Pianeta Mtb”, prosegue il ds del Team Pasquini. Anche l'ex campione Daniele Bennati ha dato una preziosa mano. Una cinquantina gli aretini in gara insieme a colleghi e big tra cui Nino Schurter e Thomas Frischknecht. Tutti costretti in questo periodo a svolgere la propria disciplina sportiva restando in casa. Strade vietate dal decreto, sia off road che su asfalto. Non si può. Si deve fare gruppo, ora, marciando compatti rimanendo in casa. Così si argina la diffusione del Covid-19. Quello di ieri è stato un cicloraduno, ma anche una vera prova. Suddivisi nella rispettive fasce di valore, in base ai watt sviluppati dalle proprie gambe, i corridori si sono anche misurati. Vincitore assoluto, Nicholas Pettinà, in 1.18.06. Il campione del mondo di cross country Schurter ha messo in palio 10 maglie firmate che andranno agli autori delle 10 donazioni più cospicue. Lui stesso ha dato un consistente contributo. Il movimento ciclistico aretino conta migliaia di appassionati. E' un momento duro. Lo stop è arrivato proprio mentre le varie competizioni su strada e mtb, entravano nel vivo, con la preparazione degli atleti più avanti del solito grazie all'inverno mite. Tutti fermi. O meglio, tutti sui rulli. Quella di oggi doveva essere la grande domenica della Rampichiana, granfondo di mountain bike a Cortona. Cancellate tutte le manifestazioni di ogni tipo e livello. Anche il vivace mondo del ciclismo vintage, che di anno in anno ha ingrossato le sue fila, attende tempi migliori. L'Ardita, con l'affascinante scalata all'Alpe di Poti, ha dato appuntamento alla primavera 2021 (18 aprile). Chissà quando usciremo dal tunnel. Tra i corridori delle varie fasce e ambizioni, il dilemma uscire non uscire ha resistito fino all'ultima stretta, quando tutti hanno capito che la situazione era seria. Uno come Rinaldo Nocentini, ex campione del ciclismo internazionale, fin dal 12 marzo, aveva scritto sul suo profilo facebook: “Ragazzi non uscite in bici... rulli in casa... riposo forzato (che non guasta mai)”. Difficile da digerire per chi vive di adrenalina da pedale. Facile da comprendere guardando in faccia la guerra al Coronavirus, il numero dei contagi, quello dei decessi. Con Bergamo e Brescia epicentro. Proprio là dove andranno i proventi raccolti dal gruppo che ha partecipato al primo e speriamo ultimo raduno “Tutti insieme in bici da casa per beneficenza”. Luca Serafini