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Coronavirus, grido degli edili: "Senza cantieri privati ci manca il pane". Parlano Cna e Confartigianato

Antonella Lunetti
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Imprese edili in difficoltà per l'emergenza Coronavirus. C'è  preoccupazione per il futuro. La voglia di ripartire non manca ma in cantiere ci sono nuove regole che renderanno più difficile la realizzazione delle opere incidendo anche sul costo del lavoro destinato ad alzarsi e a rallentare anche la produttività. Resta l'incognita delle commesse future e soprattutto di quanto i privati all'uscita dall'emergenza si rivolgeranno alle imprese edili per chiedere gli interventi. I rappresentanti del settore edile di Confartigianato e Cna di Arezzo non nascondono le loro preoccupazioni e a fare il punto della situazione sono Francesco Riillo, presidente degli edili di Cna costruzioni, e Giordano Cerofolini, presidente della categoria edili di Confartigianato. Francesco Riillo ha già ripreso i lavori con la sua azienda di Cavriglia, la Edil 200 snc ed ha potuto di persona verificare le maggiori difficoltà lavorative. “Lunedì 27 aprile ho ripreso” spiega il presidente degli edili di Confartigianato “un appalto pubblico di interesse strategico seguendo la particolare procedura che prevede la comunicazione preventiva al Prefetto. All'avvio del cantiere le condizioni sono mutate rispetto ad alcune settimane. Abbiamo dovuto riaggiornare il documento di valutazione rischi e dotarci dei nuovi dispositivi di sicurezza tra cui la mascherina, guanti e compilare il protocollo anticovid, oltre che igienizzare le attrezzature”. I primi giorni di lavoro hanno fatto emergere un calo della redditività ed un aumento anche delle spese aziendali che incideranno sul costo del lavoro. La preoccupazione è poi per le commesse, soprattutto quelle private. “Siamo molti preoccupati” aggiunge Riillo “non tutti hanno appalti pubblici. Il ‘pane' per la stragrande maggioranza degli edili arriva soprattutto dai lavori privati ed il timore che in mancanza di opere da realizzare molti rischiano di perdere la loro occupazione. Se si verificherà il problema della mancanza di soldi nelle tasche delle famiglie, di sicuro il lavoro che arriva dai privati nel settore delle  costruzioni, subirà una frenata". "Serve un intervento dello Stato mirato al sostegno del settore magari ampliando le infrastrutture, e le opere pubbliche, investendo nella riqualificazione per esempio degli edifici scolastici. Potrebbe essere il post coronavirus, l'occasione e il periodo per risistemare le strutture scolastiche, adeguandole. Inoltre il governo potrebbe prevedere dei super bonus per i privati che nei prossimi mesi effettueranno interventi. In caso contrario vedo un futuro di difficoltà per chi dovrà cercare di trovare commesse”. Futuro incerto e preoccupazione anche per Cna. Tramite il presidente Giordano Cerofolini, titolare dell'azienda edile casentinese di Rassina, lo stop imposto ha fermato un segnale di ripresa che era stato registrato da gennaio. Adesso ripartire non sarà facile.  “Il 4 maggio il settore riapre. Dal 27 aprile c'è già chi ha iniziato a lavorare nei cantieri di opere pubbliche, ma è chiaro che il mondo in un mese è stato sconvolto. Venivamo da un inizio 2020 che ci aveva spinto a pensare che il vento fosse cambiato. C'era stata una ripresa del settore. Poi il blocco improvviso ed adesso ci sarà da vedere i danni economici dell'emergenza Covid19". Il timore è che in autunno la situazione sarà ancora peggiore. "Adesso riprendiamo le vecchie commesse interrotte ma poi ipotizziamo un periodo di immobilismo. La conta dei danni sarà in tutti i settori e a catena ne risentiremo tutti”. “Per adesso la fase è incerta” aggiunge Cerofolini “e la ripresa sarà difficile costringendosi a cambiare abitudini e modo di lavorare nel rispetto doveroso delle nuove normative anti contagio”. Intanto la Polizia Locale ha iniziato un'attività di controllo all'interno dei cantieri cittadini che dal 27 aprile hanno già potuto iniziare a lavorare nel completo rispetto delle normative anti contagio. Il vicecomandante Aldo Poponcini conferma comportamenti corretti degli imprenditori e degli operai. “Abbiamo effettuato una decina di controlli” spiega Poponcini “ e i cantieri sono risultati in regola oltre a tutte le misure sulla sicurezza anche alle verifiche relativo all'uso del casco e di tutti i tipi di dpi necessari. Gli agenti hanno anche accertato il rispetto della distanza sociale e verificato il corretto utilizzo delle mascherine”.