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Scheletro in auto, ma è una provocazionedel comitato di protesta per la E45

Davide Gambacci
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“Ecco il reperto!”. Lo scheletro di un essere umano ritrovato all'interno di una vecchia Fiat 124 lungo la Tiberina 3Bis, a due passi dalla frana che ne blocca il transito impedendo così di avere viabilità alternativa alla E45. E' solamente l'ultima forma di protesta, sempre pacifica, organizzata dal comitato E45 punto 2 – nato l'indomani del sequestro del viadotto del Puleto datato 16 gennaio – per cercare di stimolare l'opinione pubblica. Una protesta ironica la quale sta a indicare il tempo che passa senza trovare una soluzione a questi problemi legati sia alla stessa E45 che alla vecchia Statale 3Bis. GUARDA LE FOTO “Crediamo – commenta Gianluca Cirignoni, anima del comitato – sia assurdo che nei circa 250 chilometri che formano il tracciato della E45, solamente i quattro tra Pieve e Canili siano privi di viabilità alternativa: ci troviamo di fronte a tante promesse, mucchi di carte ma la soluzione non c'è mai. Ultimamente è apparso anche un ente parco che nessuno sapeva della sua esistenza e la Soprintendenza che avrebbe richiesto delle indagini archeologiche sulla zona: qua stiamo perdendo troppo tempo e la nostra protesta vuole un po' sdrammatizzare quest'amara situazione, seppure sappiamo benissimo che non c'è nulla da ridere”. Il 14esimo presidio della serie prende il nome di “togliamo gli scheletri dagli armadi e dalla strada”: appuntamento come sempre sotto il ponte della E45 lungo la Senese Aretina nei pressi dello svincolo di Sansepolcro Sud, ma un gruppo di una decina di militanti si è spinto fino a Pieve Santo Stefano per inscenare una sorta di flash mob. Quindi gilet e caschetto giallo, borsetta e megafono insieme a cani in versione “molecolare” e tanti altri accessori utilizzati solitamente dai reparti specializzati. “Abbiamo trovato noi il reperto che stanno cercando – sorride Cirignoni – e ricostruito una sorta di scena del crimine: all'interno di una vecchia Fiat 124 – con tanto di portapacchi e materassino - abbiamo posizionato uno scheletro che stringe una delibera comunale, simulando un cittadino che stava raggiungendo la propria famiglia al mare ma che a causa della frana è rimasto fermo lì, da oramai 22 anni, senza poter passare e morendo. Oggi ritroviamo solamente i resti: il concetto è che il tempo passa ma non si arriva a una soluzione concreta”. Il tutto non è sicuramente passato inosservato a Pieve Santo Stefano, seppure fossero le 6 della mattina: inscenato il flash mod, tutto è stato ripristinato a dovere. Ma dal comitato E45 punto 2 arrivano anche delle proposte per quello che riguarda la gestione dell'arteria. “Perché il tratto appenninico della E45 – spiega Gianluca Cirignoni – non viene tolto dalle mani di Anas e affidato a un consorzio di enti locali, un po' come è avvenuto nel passato con la FI-PI-LI? Sembra che il progetto toscano abbia funzionato. Passi in avanti, inoltre, stanno arrivando anche per quello che riguarda la commissione d'inchiesta che avevamo richiesto di costituire in Parlamento: proprio in questi giorni della questione se ne sta occupando l'onorevole tifernate della Lega Riccardo Augusto Marchetti”. Un comitato sicuramente battagliero. “Ci fa piacere che riconoscono in noi questi elementi e sempre più persone ci seguono ogni weekend – conclude Cirignoni – per esempio ieri mattina arrivavano un po' da tutta la provincia di Arezzo: noi chiediamo cose ben precise, che ogni cittadino ha diritto di sapere; fare giustizia per quello che riguarda il passato, nel presente ci deve essere una più celere sistemazione della E45 e nel futuro una nuova gestione dell'arteria. Noi non ci fermiamo!”.