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Morta ustionata, fuoco partito da reggiseno

La casa della tragedia in via Giotto

Luca Serafini
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Sarebbe partito dal reggiseno il fuoco che ha ucciso la signora Chiarina V., 86 anni di Arezzo, che si era cosparsa le braccia e il corpo con alcol per trarre sollievo dal caldo sfruttando l'effetto rinfrescante del liquido. Un'imprudenza che si è trasformata in tragedia, nella casa di viale Giotto dove i soccorsi per l'anziana sono risultati purtroppo vani. Le fiamme, secondo la ricostruzione, sarebbero partite da una scintilla provocata dagli indumenti in fibra sintetica della signora. Una piccola scarica di energia elettrostatica. Le bruciature sul reggiseno lasciano supporre che l'innesco sia avvenuto lì. A terra anche la vestaglia. La donna, avvolta dalle fiamme nell'abitazione dove viveva da sola, si è portata sulle scale ed ha fatto cadere una sedia per chiedere aiuto. Figlio e nuora che abitano di sotto hanno chiamato i soccorsi, era sabato 29 luglio, verso mezzogiorno. Il decesso nel pomeriggio al San Donato. La procura della repubblica di Arezzo dovrebbe concedere il nulla osta alla sepoltura nella giornata di oggi, mercoledì 3 luglio: si attendono gli ultimi riscontri di carabinieri e vigili del fuoco per chiudere definitivamente il fascicolo come infortunio domestico, escludendo ogni altra ipotesi. L'utilizzo dell'alcol come rinfrescante sulla pelle è altamente sconsigliato per i danni che ne possono conseguire e per il rischio incendi legato all'alta infiammabilità dell'alcol etilico denaturato. Il flacone usato dalla donna, che aveva l'abitudine di cospargersi alcol per rinfrescarsi, è stato trovato nell'alloggio. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 3 LUGLIO