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Coingas, la telefonata: "Incarichi senza offerte, non si poteva"

Il pm Andrea Claudiani

Luca Serafini
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"Certe cose non si potevano fare perché siamo un'azienda pubblica". E' una frase intercettata alla consulente di Coingas, destinataria di uno dei cinque decreti di perquisizione del pm Andrea Claudiani nell'ambito dell'inchiesta sulle consulenze per le quali si ipotizzano i reati di peculato, favoreggiamento e abuso d'ufficio. Lo scorso giugno, quando la situazione cominciava a diventare esplosiva, con i dubbi dei revisori dei conti sugli incarichi per 448 mila euro che ora la procura di Arezzo ritiene "abnormi" e generosi per i professionisti beneficiari, la consulente al telefono cercava di rassicurare Sergio Staderini, ex amministratore Coingas che, sempre al telefono, era molto preoccupato al punto da paventare "faccio un casino che manco te lo sogni, faccio cadere la giunta". Sempre la consulente, registrata dagli inquirenti, afferma: "Coingas è una società che non fa una sega, 280 mila euro a quel signore per fare che (...) ha preso degli incarichi senza le offerte, senza il preventivo, senza un cazzo di niente, ha superato il tetto previsto dall'Anac". Secondo il pm e la Digos, che svolgono le indagini, c'era consapevolezza delle inadempienze e dei reati commessi con le consulenze da parte di una società con operatività ridotta, senza dipendenti, non erogatrice di servizi. Dopo le perquisizioni di martedì scorso, gli inquirenti stanno sviluppando tutto il materiale sequestrato negli uffici: carte e contenuti informatici di telefoni e computer. Non sono esclusi sviluppi. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 6 LUGLIO