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Coingas, la "strategia" in ComuneE ciò che il pm vuol capire su Ghinelli

Luca Serafini
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Bufera Coingas, l'indagine della procura tocca il sindaco Alessandro Ghinelli come atto dovuto. Ad imporre alla procura l'accertamento sono infatti due elementi emersi dalle investigazioni della Digos: la telefonata di pressione intercettata tra sindaco e assessore Merelli e la "strategia" che era in atto in Comune per far approvare il bilancio di Coingas, bloccato per le forti censure dei revisori dei conti. L'uno e l'altro aspetto possono anche non configurare il reato di favoreggiamento, senza conseguenze quindi per Ghinelli, qualora emergesse che il primo cittadino, pur adoperandosi, svolgeva il suo ruolo di amministratore e non era affatto consapevole degli illeciti al centro dell'inchiesta: insomma, non voleva coprire dei reati. Il cuore del caso Coingas, sono appunto le consulenze d'oro che per il pm Andrea Claudiani configurano il peculato: una presunta malversazione per 448 mila euro, appannaggio di professionisti esterni: lo studio legale Olivetti Rason di Firenze e il commercialista Marco Cocci. Anche su questo profilo centrale dell'inchiesta, tutto da dimostrare. Il caso è scoppiato il 2 luglio con le perquisizioni (per prelevare documenti) all'assessore Alberto Merelli, al commercialista Cocci, all'ex presidente di Coingas Sergio Staderini che attivò gli incarichi (sono accusati di peculato in concorso); all'attuale presidente Franco Scortecci e alla contabile Mara Cacioli (accusati di abuso di ufficio e favoreggiamento) che avrebbero operato a posteriori per rendere credibile il bilancio e per giustificare le super consulenze, ritenute dal pm inutili per la società e con importi abnormi. Oltre che assegnate arbitrariamente in modo diretto, senza passare da una evidenza pubblica, come si dovrebbe trattandosi di soldi pubblici (Coingas è totalmente partecipata dai comuni aretini) Ma quali sono, nello specifico, gli aspetti da chiarire sul sindaco? Come detto, la telefonata del 4 giugno in cui incalza Merelli perché ottenga dai revisori di Coingas un parere favorevole, prospettando che altrimenti il presidente Giovanni Minetti sarebbe stato rimosso. Nella telefonata viene citato anche il sindaco di Castiglion Fiorentino, Mario Agnelli, quale riferimento politico di Minetti (fu Agnelli a indicarlo per la nomina). Altro aspetto che emerge dalle carte dell'inchiesta, è la concertazione che sarebbe avvenuta tra sindaco, Merelli e Scortecci per Coingas, sulla "scappatoia" da usare per uscire dallo stallo causato dalle critiche dei revisori. E cioè affidare all'avvocato del Comune, Stefano Pasquini (incaricato come consulente privato) un parere legale di "congruità" sulle super consulenze. Parere che poi è arrivato: positivo, come del resto quello della società di revisione E&Y. Il bilancio, alla fine, è stato approvato lo scorso 4 luglio a bufera scoppiata. Nella famosa telefonata intercettata al politico "x", che poi si è appreso essere Ghinelli, a fianco del sindaco c'è proprio Pasquini. E le informative parlano appunto della sua designazione avvenuta nei giorni precedenti con lo scopo di risolvere la grana Coingas. La procura nel suo teorema ipotizza un parere "compiacente" del legale o che comunque sia stato tratto in errore con documentazione realizzata a posteriori per giustificare le parcelle. Cosa che stride per la verità con la stima e professionalità dell'avvocato Pasquini. Anche in questo caso, verifiche in corso. Da parte sua il sindaco Alessandro Ghinelli, al quale non è stato inviato alcun avviso, si è detto pronto a fornire, se richiesto, ogni chiarimento alla procura. ARTICOLI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 13 LUGLIO