Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Morto nell'alluvione, fascicolo in procuraAttesa per l'addio. I ricordi e le preghiere

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

La montatura degli occhiali colorata, il sorriso, lo stare in mezzo alla gente. Lo ricordano tutti così Pergentino Tanganelli, 72 anni, vittima dell'alluvione che il 27 luglio ha colpito Arezzo. Invece è morto sotto un cielo nero che rovesciava acqua, solo nella tempesta. Dopo essere rimasto in panne con l'auto nella viuzza diventata fiume. Qualche passo nella tempesta, la spinta dell'acqua e la caduta nel fosso. Il sostituto procuratore Laura Taddei farà eseguire l'esame esterno sul corpo dell'uomo, ex dipendente dell'agenzia delle Entrate di Arezzo, dirigente dell'Olmoponte, persona esemplare nella vita familiare e aggregativa. L'accertamento non è chiaro se sarà effettuato oggi, all'ospedale San Donato, oppure domani, con lo scopo di completare la ricostruzione esatta della tragedia in base alle relazioni della Polizia municipale intervenuta sul posto domenica mattina quando l'uomo è stato ritrovato cadavere.  Ancora dunque non si sa quando saranno celebrati i funerali. Quel giorno, come annunciato dal sindaco Alessandro Ghinelli, sarà lutto cittadino. Tanganelli, che veniva chiamato Carlo, portava il nome di Pergentino, santo martire che è protettore della città di Arezzo.  L'arcivescovo Riccardo Fontana domenica ha pregato per lui e la famiglia, e per tutti gli aretini messi in ginocchio dall'eccezionale ondata di maltempo. Cordoglio anche da parte delle Acli, alle quali Tanganelli apparteneva. In lacrime l'Olmoponte, commozione di Orgoglio Amaranto. Sconvolte le comunità di Olmo e il Matto, località dove la furia del diluvio ha lasciato il segno. Le frazioni dove Tanganelli viveva e operava, con generosità e slancio. ARTICOLI SULLA TRAGEDIA DI OLMO DI FRANCESCA MUZZI SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 29 LUGLIO