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Omicidio, una testimone: "L'ho sentita gridare"

Luca Serafini
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Omicidio di via Andrea Della Robbia, spunta una testimone: "Quella notte l'ho sentita gridare". E indica con certezza le 4.50. E' una brasiliana, come la vittima, e sta nello stesso palazzo di Arezzo dove più donne ricevono su appuntamento uomini per incontri sessuali. Occupa un ambiente a fianco del monolocale dove Maria è stata trovata lunedì 26 agosto morta sul letto, legata con una corda stretta al collo e con tre colpi alla testa, fatali, inferti con un oggetto non individuato. "Cinque o sei volte ho sentito chiedere aiuto in portoghese, la nostra lingua". Ma non si è resa conto che a urlare era Maria Venancio de Sousa: pensava si trattasse di un'altra donna che sta al piano di sopra che litigava col fidanzato. Non ha pensato di uscire fuori a vedere perché, dice, la notte ha paura a varcare la porta. La donna è stata sentita dalla polizia e ha riferito il fatto anche davanti alle telecamere Rai de La Vita in Diretta all'inviato Max Franceschelli. La sicurezza dell'orario deriva dal fatto che la testimone in quel momento era al telefono ed ha potuto così ricostruire con precisione il momento. Intanto gli inquirenti, nel totale riserbo, proseguono l'attività anche se al momento tra i sospettati non ci sono indagati. L'orario delle 4.50 sposta in avanti il momento del delitto rispetto al range 24-3 del lunedì indicato dall'autopsia. Il marito della donna era ancora ad Arezzo: è partito per il mare un paio di ore dopo con il pullman. Ma questo da solo non significa nulla e il suo alibi regge. Il corpo della sessantenne brasiliana non è stato restituito ai familiari per esigenze investigative e giudiziarie. La figlia di Maria, dal Brasile, intende partire per raggiungere Arezzo. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 31 AGOSTO