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Uccise Katia: battezzato in carceree il 29 gennaio Piter in Cassazione

Luca Serafini
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Fissato per il 29 gennaio 2020 il giudizio della Cassazione per Piter Polverini, 27 anni, l'impiegato della Sisal di Arezzo che ha ucciso a martellate Katia Dell'Omarino nella notte tra 11 e 12 luglio 2016 a Sansepolcro. Condannato in primo grado (rito abbreviato) a 16 anni, poi ridotti a 14 in appello, è rinchiuso nel carcere di Orvieto dove ha abbracciato la fede evangelica (è stato battezzato), fa palestra (ha perso dieci chili), lavora nella cucina e si comporta come un detenuto modello. Secondo la difesa (avvocati Mario Cherubini e Piero Melani Graverini) la pena per il giovane residente a San Giustino (Perugia), va ulteriormente ridotta. Si fa leva sulla semi infermità mentale che finora è stata ritenuta equivalente rispetto all'aggravante della minorata difesa, il fatto cioè che la vittima fosse nella impossibilità di chiedere aiuto, in zona isolata, al buio. Il cadavere venne ritrovato al mattino sul greto del torrente Afra alla periferia di Sansepolcro. Dopo essersi appartati in auto per un rapporto sessuale ci fu una lite sul pagamento, per dieci euro. Il giovane, fino a quel giorno mite, esplose in una furia omicida per il timore che la donna potesse rivelare di quell'incontro. Uccisa la donna, scappò e venne smascherato solo a settembre con il dna. Per la difesa la minorata difesa della vittima non è contestabile, perché sarebbe stata proprio la donna a condurlo in quel luogo. Il delitto è stato qualificato come omicidio volontario d'impeto, commesso senza crudeltà. La famiglia della vittima, anziana mamma e fratello, avrebbe diritto a un risarcimento che non ha visto. Furono i carabinieri a risolvere il giallo, prima con indagini tradizionali poi con la comparazione del profilo genetico di Piter con quello delle tracce biologiche trovate sul corpo della 39enne e sul luogo del delitto. Katia venne presa a pugni, poi il tentativo di strozzamento e le martellate. Il giovane, dice chi gli è vicino, attende il giudizio finale serenamente, consapevole di dover pagare per quanto commesso. La perizia psichiatrica indicò un latente disturbo della personalità esploso nella particolare circostanza. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 1 SETTEMBRE