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Maria uccisa con una sbarra di ferro, lite per soldiL'arrestato lavora nell'azienda agricola di famiglia

La vittima e il capo della Mobile, Morselli

Luca Serafini
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Prima notte in carcere per Federico Ferrini, 37 anni, l'uomo ritenuto l'autore dell'omicidio di Maria, la brasiliana sessantenne trovata cadavere ad Arezzo nel suo monolocale di via Della Robbia il 26 agosto scorso. Il 37enne del Casentino (Pratovecchio Stia) lavora nell'azienda agricola di famiglia. Incensurato. Avrebbe ucciso dopo una lite scoppiata per soldi, con una sbarra di ferro che aveva in macchina e della quale si è disfatto dopo il delitto. Ma tutti i particolari e l'identità dell'indiziato saranno resi noti oggi, sabato 7 settembre, nel corso di una conferenza stampa convocata per le 11 in questura.  "Sì, sono stato io", avrebbe ammesso alla fine l'uomo, messo davanti alle contraddizioni e di fronte agli elementi raccolti dagli inquirenti della squadra mobile, diretta da Francesco Morselli. Dichiarazioni rese alla polizia giudiziaria senza avere accanto l'avvocato e che ancora non possono essere ritenute una piena confessione. Schiaccianti sarebbero i riscontri ottenuti dagli investigatori della squadra mobile, partendo dalle immagini riprese dalle telecamere della zona dalle quali sono stati estratti fotogrammi con la sagoma di un uomo e di un'auto. I confronti avrebbero portato al 37enne, che frequentava Maria Aparecida Venancio de Sousa. La lettura dei tabulati telefonici, delle rubriche e le celle agganciate avrebbero formato un quadro indiziario che ha permesso alla pm Chiara Pistolesi di emettere il decreto di fermo. Un cliente, dunque. Che Maria conosceva e che ha lasciato entrare in casa ignara che sarebbe stata la fine. Da mettere a fuoco il perché di tanta furia. Se a proposito di un pagamento di una prestazione, oppure se invece c'era con la brasiliana un rapporto basato su interessi economici ed era sorto un contrasto. Pare che non ci sia stato rapporto sessuale prima dell'omicidio, anche se la donna era svestita dalla vita in giù.  Dalla cerchia dei sospettati, dopo i primi accurati riscontri, è uscito presto il marito separato di Maria. Per lui la fine di un incubo. Legatissimo a Maria, fu lui lunedì 26 agosto, dal mare dove si trovava con un'amica, a chiedere ai vicini che controllassero come mai non rispondeva al telefono. Furono chiamati i vigili del fuoco e, aperta la porta, fecero la scoperta del corpo, legato al letto con una corda stretta al collo, e con tre ferite alla testa. Dai laboratori di genetica dell'ospedale di Careggi, le comparazioni tra dna dell'arrestato e quello estratto dai reperti prelevati sul corpo della vittima e nella casa, potranno suggellare il lavoro svolto dagli inquirenti. L'omicidio avvenne dopo la mezzanotte, probabilmente alle 4.50 quando un'altra brasiliana che sta nel palazzo a luci rosse sentì gridare aiuto in portoghese. Il corpo della donna è ancora in obitorio, in attesa del nulla osta per la sepoltura. Una delle sorelle, appresa la notizia dell'arresto nella serata di venerdì 6 settembre, è scoppiata in un pianto liberatorio. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 7 SETTEMBRE