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Etruria, gip si riserva su Boschi e ultimo cdaProcuratore rinnova richiesta di archiviazione

Pier Luigi Boschi

Luca Serafini
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Banca Etruria, il gip Piergiorgio Ponticelli si è riservato la decisione sulla posizione di Pierluigi Boschi e degli altri ex vertici Bpel in merito alla vicenda della liquidazione del direttore generale Luca Bronchi. Il giudice potrebbe sciogliere la riserva nei prossimi giorni. Il procuratore Roberto Rossi nel corso dell'udienza svolta al tribunale di Arezzo, ha ribadito la richiesta di archiviazione per tutti in quanto, secondo ciò che è emerso dalle indagini, non vi sarebbe stata una condotta negligente del cda e dei vice presidenti di Etruria nell'avallare la buonuscita di Bronchi, per la quale lo stesso Bronchi è stato condannato in primo grado (bancarotta) e Lorenzo Rosi, ultimo presidente Bpel, è sotto processo. Il giudice Ponticelli, che ha respinto la richiesta di non luogo a procedere proposta dalla procura, ha voluto però sentire l'accusa e gli avvocati delle parti in causa, per poi valutare. Può decidere a questo punto se archiviare, indicare una imputazione coatta oppure disporre nuove indagini. Al centro di tutto c'è la liquidazione di Bronchi (1,2 milioni lordi, 700 mila euro netti di cui 400 mila sarebbero non dovuti, quindi confiscati) che fu votata quasi all'unanimità. Dodici le posizioni in sospeso, tra cui quella dell'ex vice presidente Boschi, babbo dell'ex ministro Maria Elena. Sulla liquidazione Bronchi si sono già espressi di giudici, Anna Maria Loprete e Giampiero Borraccia, che hanno escluso responsabilità per i membri del cda che non ebbero modo per la rapidità dei tempi di approvazione di sviscerare la pratica, limitandole a coloro che svolsero la trattativa: il presidente Rosi e il direttore Bronchi.