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Processato per rapinaper una bottiglia di vino

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Luca Serafini
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Rischia tre anni di reclusione per una bottiglia di vino, ma viene assolto perché “il fatto non sussiste”. Rievocato in tribunale un movimentato episodio al supermercato nel quartiere Giotto. Un albanese di 35 anni, incensurato, da tempo residente ad Arezzo, è finito a processo davanti al giudice Giulia Soldini con l'accusa di rapina impropria. Secondo il capo di imputazione, il 6 gennaio del 2016 aveva aggredito l'addetto alla vigilanza del negozio per consentire la fuga della donna che era con lui con la refurtiva: una bottiglia di vino presa sugli scaffali. C'era il referto medico dell'addetto, c'era la querela, c'erano dei testimoni. Ma la prova non è stata raggiunta e l'albanese, presente in aula, è uscito pulito dall'aula. Lo ha difeso l'avvocato Alessandro Calussi e la sua linea è risultata vincente. Ascoltato dal giudice, l'albanese ha detto che quel giorno era andato al supermercato da solo, a comprare le calze per i figli, non era con una donna e non vide nulla. All'uscita fu affrontato dall'uomo di colore, in borghese, che lo prese al collo. Credeva fosse un malintenzionato. E reagì. Due dipendenti del market, sentiti nel processo, non sono stati convincenti. E la ladra di vino che avrebbe messo in borsa la bottiglia è rimasta un fantasma: mai trovata. Alla fine la richiesta di condanna formulata dal pm Bettini non ha fatto breccia; assoluzione. E motivazioni tra novanta giorni.