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Ladro ucciso, "legittima difesa". Ma Fredy ancora rischia il processo

La simulazione col manichino

Luca Serafini
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Ladro ucciso con un colpo di pistola durante il furto in ditta, il caso del gommista Fredy Pacini è ancora bloccato a palazzo di giustizia ad Arezzo. Il 16 maggio 2019 la richiesta del pm Andrea Claudiani di archiviare la posizione dell'uomo, 58 anni, iscritto nel registro degli indagati per eccesso di legittima difesa il 28 novembre 2018, dopo il fatto avvenuto a Monte San Savino, nella notte. "Legittima difesa putativa", ha concluso la Procura, ma a distanza di tempo il gip Angela Avila non ha ancora deciso. Un caso particolare che resta in bilico, intorno al quale si condensò l'interesse dell'opinione pubblica. Anche l'allora ministro Matteo Salvini telefonò a Fredy Pacini per esprimergli vicinanza e solidarietà. L'imprenditore dormiva da tempo nel capannone, esasperato dai furti, e utilizzò la pistola Glock regolarmente detenuta colpendo uno dei malviventi, Vitalie Mircea Tonjoc, moldavo di 29 anni con numerosi precedenti, entrato in ditta a colpi di mazza. Il ladro morì poco dopo sul piazzale, i complici fuggirono. Il pm nella sua richiesta ha fatto riferimento alla vecchia legge, applicando la scriminante che giustifica chi come in questo caso uccide, nella condizione molto particolare in cui, per il contesto oggettivo e psicologico, ritiene anche sbagliando di essere in pericolo di vita. Di notte, da solo, al buio, senza via di uscita, davanti a banditi senza scrupoli e forse armati, Pacini valutò, secondo la Procura, che stava rischiando di rimanere vittima di una aggressione anche se in quel momento non aveva un'arma puntata contro. Dal 16 maggio si attende la decisione del giudice che può accogliere o no questo orientamento. Pacini, difeso dall'avvocato Alessandra Cheli, attende con ansia. Aspetta anche la sorella del moldavo ucciso, che aveva presentato tramite il suo legale, una memoria, non una vera opposizione: sollevate certe perplessità, chiede di capire. Ed è ovviamente pronta a costituirsi parte civile in caso di processo. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 22 OTTOBRE