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Impiegati morti all'Archivio, ecco la valvola montata male

Luca Serafini
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Impiegati morti all'Archivio di Stato di Arezzo. Ecco la foto della valvola "snaturata", come la definiscono gli ingegneri autori della perizia nella relazione depositata e che mette a nudo gravissime lacune nell'ufficio pubblico. Impianto antincendio non in regola ("non poteva essere in servizio" in quelle condizioni) e forti dubbi sull'addestramento degli impiegati, ignari dei rischi legati al gas argon. GUARDA LE FOTO VALVOLA La foto mostra una parte del vano bombole del palazzo di piazza del Commissario, con la valvola che risulta essere montata male, al contrario, senza disco di sicurezza e senza un tubo che conducesse all'esterno la miscela gassosa che, in caso di incendi, agisce come estinguente negli ambienti interessati dall'emergenza. In assenza di quel tubo di sfiato, un rilevatore di ossigeno avrebbe dovuto funzionare da protezione indicando il rischio. CENTRALINA IN TILT Invece i due impiegati Piero Bruni e Filippo Bagni, scesero dopo l'allarme scattato per un altro difetto dell'impianto (centralina "instabile" a causa di un vetrino posticcio messo al posto di quello originale), senza protezioni, e rimasero asfissiati dal gas fuoriuscito dalle tre bombole dallo stanzino (che aveva dei fori dai quali l'argon è uscito). FRASI AL TELEFONO Tra gli elementi valutati nella perizia, ci sono anche delle conversazioni telefoniche "spiate" ad un addetto alla manutenzione dopo la tragedia, nelle quali si coglie preoccupazione e, secondo la relazione, la consapevolezza che c'erano cose non in regola. In un dialogo, riferendosi ai motivi della sciagura, l'operatore dice: "... Ce n'è un altro che tu non sai e non te lo posso dire sennò viene fuori un casino". VIGILI DEL FUOCO Indice puntato da parte dei periti anche sul verbale del febbraio 2018 nel quale il comandante del Corpo dei Vigili del Fuoco certifica l'ok dell'impianto con l'autorizzazione. Nella relazione vengono indicati dieci profili di presunti responsabili. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE DEL 31