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Le vedove degli impiegati:"Verità, senza rancore"

Luca Serafini
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“Troppe cose non andavano nell'impianto antincendio dell'Archivio di Stato. Abbiamo perso i nostri mariti in modo così assurdo e vogliamo la verità. Pian piano sta emergendo. Vengano fuori le responsabilità, ma lo diciamo senza rancore. Per giustizia e perché non succeda più”. Dopo i risultati della perizia, è questa la reazione della signora Anna e della signora Monica, mogli di Filippo Bagni e Piero Bruni, gli impiegati morti il 20 settembre 2019 per le esalazioni di argon, il gas inerte che si usa per spegnere incendi, ma diventato killer nell'ufficio statale per una serie, a quanto emerge, di imperdonabili negligenze, omissioni, imperizie nella costruzione e manutenzione dell'impianto, nei controlli e nel rilascio delle autorizzazioni. E nell'addestramento dei dipendenti. “Bastavano due parole…”, aggiunge la signora Anna, che condivide lo stesso dolore e la stessa attesa di risposte con Monica. “Bastava che Filippo e Piero sapessero che quel gas può uccidere. Ma nessuno glielo aveva detto e così scesero giù per le scale”. ARTICOLO SUL CORRIERE DI AREZZO IN EDICOLA E ON LINE