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Tributi e multe, condono per chi ha vecchi debiti con la Provincia

Silvia Chiassai Martini, presidente della Provincia

Marco Cavini
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Un condono per tutti coloro che, tra il 2000 e il 2010, hanno contratto debiti verso la Provincia di Arezzo fino a mille euro che risultano ancora da saldare. Il provvedimento è stato annunciato da una recente Determinazione Dirigenziale del Settore Finanziario dell'ente e rappresenta un adeguamento al decreto legge n.119 del 23 ottobre 2018 che, facendo seguito alla comunicazione dell'Agenzia delle Entrate, sancisce l'impossibilità di recuperare quanto spettato e di conseguenza stralcia i debiti pendenti dal decennio scorso. Attuando questa legge, dunque, la Provincia prende atto del dover rinunciare ai propri crediti che equivalevano ad un totale di oltre 240.000 euro. Alcuni dei debiti in questione sono riferiti anche ad aziende che sono fallite o che hanno cessato la loro attività, dunque al legislatore era apparso ormai inutile attivare le manovre per la riscossione coattiva. Quest'ultima, infatti, comporterebbe costi aggiuntivi elevati e intaccherebbe ulteriormente le finanze pubbliche in caso di mancata riscossione, di conseguenza è maturata la scelta del decreto legge di prevedere un condono che da un lato rappresenta una concessione ai debitori e dall'altro evita inutili spese alla Provincia. Tale annullamento, tra l'altro, rappresentava anche una manovra necessaria per consentire il regolare svolgimento dei prossimi adempimenti tecnici e contabili. I debiti annullati nella provincia di Arezzo fanno riferimento a svariate voci che spaziano, soprattutto, su tributi quali la Tosap per l'occupazione degli spazi pubblici, sanzioni legate alle infrazioni del codice della strada o multe nell'ambito della caccia e della pesca. Lo stralcio riguarda cifre modeste fino ad un massimo di mille euro e fa riferimento a qualche centinaio di contribuenti i cui importi annullati sono pubblicati nel portale dell'Agenzia dell'Entrate, con una somma complessiva che arriva a 240.000 euro che l'ente guidato dalla presidente Chiassai dovrà ora annullare nelle proprie scritture contabili.