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Donna muore a 46 anni dopo colonscopia, procura di Arezzo indaga

Luca Serafini
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E' morta a 46 anni all'ospedale di Bibbiena e la procura della repubblica di Arezzo ha aperto un'inchiesta per far luce sulle cause. I dubbi riguardano la colonscopia: l'esame diagnostico potrebbe aver arrecato alla paziente danni che hanno innescato la successiva catena di eventi sfociati nel decesso. Alessia Gazzi è spirata all'ospedale del Casentino la mattina del giorno dell'Epifania. La sua tribolata degenza era iniziata il 27 dicembre, quando è stata sottoposta all'accertamento al colon. Sarebbero insorti problemi ed è stato eseguito lo stesso giorno un intervento chirurgico, con successivo periodo in rianimazione, quindi in chirurgia. Ma la situazione clinica è precipitata con la morte avvenuta il 6 gennaio. La donna, originaria di Varese ma residente in Casentino, soffriva di una rara malattia genetica. Ospite di una struttura assistenziale di Poppi, non era autosufficiente ed aveva come tutore un avvocato. Ed è stato proprio il legale, l'avvocato Angela Rita Fiorello, a presentare l'esposto in procura. L'approfondimento sarebbe necessario proprio per chiarire certi aspetti legati alla colonscopia e alle presunte conseguenze che avrebbe arrecato: il perforamento dell'intestino. La salma della 46enne è a disposizione dell'autorità giudiziaria per gli accertamenti di medicina legale. Il magistrato che segue il caso è la dottoressa Laura Taddei. In questi casi occorre ricostruire tutti i passaggi clinici del momento dell'ingresso in ospedale all'epilogo, per individuare eventuali punti critici, e indicare i sanitari che si sono occupati del paziente, con quali ruoli e in quali frangenti. Un lavoro scrupoloso e attento volto a comprendere se l'evento tragico, di un soggetto tra l'altro problematico, è stato conseguenza naturale di una patologia imprevedibile e incontrastabile, o se nelle condotte degli operatori sanitari sono ravvisabili elementi di imperizia, imprudenza oppure omissioni. In una parola, se c'è stata o no “colpa medica”. Punto di partenza per ogni inchiesta del genere è l'esame autoptico che consente di indicare le esatte cause di morte. L'accertamento medico legale, se disposto, può essere svolto all'ospedale del Valdarno e non al San Donato di Arezzo, perché le sale sono ancora oggetto di lavori. La cartella clinica offre poi il diario minuto per minuto dal quale ricavare elementi oggettivi. Madre di due figli, attaccata dal male gradualmente fino a non potersi più alimentare da sé, la donna aveva problemi di salute molto seri. Ma se questi abbiano inciso e quanto sulla sua fine, questo è tutto da capire. Se non ha funzionato qualcosa nell'accertamento di routine, la colonscopia (chiesta dal tutore con consenso medico), è il dubbio da sciogliere, il cuore dell'attività degli inquirenti guidati dal pubblico ministero Laura Taddei.