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Arezzo, neonato lasciato nell'androne: genitori denunciati e si decide sui figli

Il pediatra Martini e l'assessore Tanti

Sara Polvani
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Buio e silenzio. È vuoto l'appartamento dei genitori del bimbo dimenticato in via Po ad Arezzo la notte fra il 5 e il 6 gennaio, o nessuno vuole aprire, il giorno dopo il fatto. Dal pianerottolo spoglio si intravedono dall'interno solo delle luci ad intermittenza. Sulla vicenda, che ha scosso profondamente tutta la città, si attendono sviluppi. Per i genitori c'è la denuncia per abbandono di minore, con fascicolo in procura ad Arezzo. Mentre il tribunale dei minori di Firenze valuta ciò che attiene il neonato di tre mesi e il fratellino di diciotto, entrambi affidati in via provvisoria alla Pediatria del San Donato. Accertamenti in corso in entrambi i versanti per adottare le soluzioni migliori. A trovare il bambino di tre mesi, piangente, attorno all'una e cinquanta di notte sono stati i vicini di casa, quattro giovani ragazzi che abitano al piano superiore della stessa palazzina nel cuore del quartiere di Saione. “Due di noi erano scesi per portare fuori il cane che forse si era accorto di qualcosa”, raccontano al Corriere di Arezzo Alice Giusti, Saul Artini, Valentina Martinez e Gabriele Parisi, ancora scossi e increduli. “Abbiamo trovato il bambino che piangeva forte in fondo all'androne delle scale. Il portone era aperto ed entrava molto freddo. Lui era lì, in una culla ad ovetto, ben vestito ma senza coperta che era scivolata per terra. Abbiamo pensato che fosse stato abbandonato. Addirittura abbiamo avuto paura perché si sentono racconti in cui malintenzionati usano la tecnica di lasciare bambini di fronte alle abitazioni per entrare in casa delle persone. Ci siamo fatti coraggio e lo abbiamo preso in braccio per farlo smettere di piangere. Poi lo abbiamo portato in casa per riscaldarlo in attesa che arrivasse la polizia che nel frattempo avevamo chiamato insieme al 118. Successivamente abbiamo visto per la prima volta la madre del bambino, era in stato confusionale. Si erano dimenticati del bimbo. Da allora non abbiamo più visto i genitori”. Una storia surreale e dai contorni ancora tutti da chiarire ma per la quale il Comune di Arezzo, con il sindaco Alessandro Ghinelli e l'assessore alle Politiche sociali, Lucia Tanti, ha fin da subito dato la propria disponibilità ad aiutare sia il minore che la famiglia in difficoltà. Un aiuto che l'amministrazione comunale dà sebbene i due genitori non siano residenti in città. Proprio per questo la situazione di disagio non poteva essere a conoscenza dell'ufficio dei Servizi sociali. Una situazione di fragilità estrema che non era ancora emersa. La donna, ventiquattrenne, risulta residente nel basso Casentino, l'uomo di quarant'anni, di origini argentine, è del Lazio. Ad oggi la decisione definitiva del Tribunale dei minori non c'è, vale la sospensione della genitorialità per il bambino di tre mesi, estesa anche per l'altro figlio di diciotto mesi. Entrambi adesso sono in affido temporaneo al reparto di Pediatria dell'Ospedale San Donato, ma i genitori se vogliono possono andare a vederli. La Questura sta completando gli accertamenti su quanto è avvenuto quella notte. Perché la coppia ha lasciato il bimbo nell'androne? L'arco di tempo in cui è rimasto solo sarebbe di circa un'ora. Il contesto di fragilità e disagio è da mettere meglio a fuoco. Attivato un percorso di approfondimento e attenzione tanto per il bimbo dimenticato quanto per la famiglia che è in un evidente momento di criticità.