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Arezzo, Chimet vince in appello: niente risarcimento da 2,5 milioni

Luca Serafini
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Vicenda Chimet, respinto in appello il ricorso delle parti civili contro Sergio Squarcialupi, l'imprenditore titolare della fabbrica, che chiedevano un risarcimento da 2,5 milioni. Attraverso una nota Chimet Spa rende noto che "con sentenza pubblicata il 7 gennaio 2020, la Corte di Appello di Firenze ha rigettato le domande di risarcimento danni proposte da Alfredo Landucci e Daniele Scortecci nei confronti di Sergio Squarcialupi in relazione ai fatti di cui al processo per asseriti reati ambientali che ebbe avvio nel 2008". E' la vicenda del maxi blitz scattato a Badia al Pino, che dette origine al successivo processo su reati ambientali.  "La Corte di Cassazione, con sentenza del 7 aprile 2017, aveva annullato la sentenza di condanna di Sergio Squarcialupi emessa dalla Corte di Appello di Firenze il 12 maggio 2015, disponendo il rinvio alla medesima Corte d'Appello per la decisione sulle statuizioni civili relative alla richiesta di risarcimento danni formulata dalle parti civili", prosegue la nota. "A seguito di tale pronuncia, le parti civili Landucci e Scortecci hanno riassunto il giudizio e formulato richieste risarcitorie per circa 2,5 milioni di euro. La Corte, entrando nel merito delle contestazioni rivolte a Sergio Squarcialupi, ha ritenuto che le circostanze di fatto accertate nel corso del giudizio fossero 'sufficienti per escludere non soltanto il dolo, ma anche la negligenza colposa del convenuto Squarcialupi, il quale ha agito nella ragionevole convinzione della legittimità delle autorizzazioni che gli sono state rilasciate e, pertanto, della liceità delle attività di incenerimento dei rifiuti da lui svolta a partire dal 1998'." L'azienda aggiunge: "La pronuncia costituisce l'ennesima e finale riprova che tutto quanto messo in scena all'alba del 20 febbraio 2008 sia stata una enorme bolla di sapone che alla fine si è sgonfiata, come Chimet ha sempre sostenuto. In tutti questi anni, solo la tenacia della famiglia Squarcialupi, supportata da tutta la struttura dell'azienda, ha reso possibile la continuazione dell'attività, nonostante l'impatto, economico e di d'immagine, determinato da quella iniziativa: ci sono voluti anni per ricostruire una reputazione che consente a Chimet di essere leader a livello mondiale del settore. L'azienda coglie l'occasione per ringraziare tutto il proprio personale."