Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Arezzo, inchiesta per corruzione scuote ancora la maggioranza

Luca Serafini
  • a
  • a
  • a

Un'inchiesta per corruzione scuote ancora la maggioranza di centrodestra che governa il comune di Arezzo. Coinvolti i presidenti di Arezzo Multiservizi, Luca Amendola; di Arezzo Casa, Lorenzo Roggi e il consigliere comunale Roberto Bardelli. Per approfondire leggi anche: Corruzione, Amendola su accusa: "Io sereno, non so di cosa parlano. Mi dimetto"  Tutto nasce da una registrazione ambientale effettuata probabilmente a insaputa del sindaco Alessandro Ghinelli, nel 2016, durante la quale Bardelli e Roggi nel corso di un incontro esporrebbero al sindaco di presunte pressioni esercitate da Amendola per ottenere il ruolo di presidente di Multiservizi, la partecipata che si occupa di servizi cimiteriali. Il file con la registrazione sarebbe saltato fuori dal computer di Sergio Staderini, ex presidente di Coingas indagato nell'ambito della vicenda sulla spa dei Comuni che vede coinvolti, tra gli altri, l'assessore comunale al bilancio Alberto Merelli e il sindaco Ghinelli, a vario titolo, sui presunti compensi ai professionisti macchiati dalla concussione. Ebbene, la Digos nello sbobinare i materiali sequestrati avrebbe trovato le registrazioni effettuate pare con il cellulare, traendone spunti per aprire il fascicolo di cui è titolare il pm Andrea Claudiani. Tre indagati, perquisizioni e accertamenti. Nella registrazione emergerebbe il racconto di Bardelli, spalleggiato da Roggi, della presunta richiesta di aiuto da parte di Amendola per ricevere sostegno nella designazione a presidente di Multiservizi, avvenuta nel 2016 (poi rinnovata nel 2019). Si parla di 200 mila euro di ricompensa, che non sarebbe stata corrisposta. Inoltre non emergerebbero mai dal materiale raccolto colloqui nei quali è presente Amendola. Solo altri che parlano di lui. La ricostruzione della vicenda presenta aspetti tutta da verificare: da tener presente che la nomina del presidente Multiservizi non avviene per votazione ma in modo diretto da parte del sindaco. Ad appannaggio del presidente di Multiservizi è previsto un compenso mensile di 680 euro e gli evocati 200 mila euro appaiono una cifra spropositata. I 200 mila euro, stando alle carte, si riferirebbero comunque non ad una somma in contanti ma alla possibilità di accendere un mutuo in banca da parte di Bardelli grazie ai buoni uffici con i vertici di Multiservizi. Il presidente di Multiservizi mercoledì 15 gennaio 2020 è stato destinatario di un decreto di perquisizione con sequestro di cellulari e computer per svolgere gli approfondimenti. Ha rassegnato le dimissioni nelle mani del sindaco e si dichiara assolutamente estraneo ai fatti contestati. Lo difende l'avvocato Marco Manneschi.